Turismo a Catania, il comitato Romolo Murri chiede risposte adeguate in questa Fase

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Non si possono attirare i turisti facendogli trovare sporcizia o i lucchetti ai principali siti storici di Catania. Dopo mesi di emergenza la città cerca,molto faticosamente, di rimettersi in moto e proprio in questo periodo una “boccata di ossigeno” preziosa può venire proprio dai turisti. Ma in che modo? Senza un progetto di rilancio, che faccia fare il definitivo salto di qualità, Catania sarà costretta all’immobilismo. La Fontana di Proserpina, l’anfiteatro romano o piazza Dante sono esempi in cui domina ancora l’incuria, la mancanza di vigilanza e la tutela del bene. Da qui la nascita di pattumiere a cielo aperto o l’imbrattamento di monumenti o muri nel giro di poche ore. Il risultato è che i turisti “ammirano” uno spaccato della città assolutamente imbarazzate. Già l’anno scorso il comitato Romolo Murri, attraverso il suo presidente Vincenzo Parisi, aveva chiesto a questa amministrazione comunale di prendere tutti gli opportuni provvedimenti per rilanciare definitivamente i luoghi storici e archeologici della città. La risposta? Parole, parole, parole e nessun fatto tangibile. Ancora adesso si vuole proseguire con questo andazzo? Oggi moltissime cooperative possono avere in gestione tanti siti (non ultimo la casbah cibalota) creando un circolo virtuoso di rilancio economico e tutela del bene pubblico a costo quasi nullo per le casse comunali. In questo particolare periodo storico serve attivare il processo di sviluppo per rendere il capoluogo etneo ancor più appetibile agli occhi dei visitatori di tutta la Sicilia e del resto d’Italia. Molte città, pur non avendo il nostro patrimonio e le nostre bellezze, riescono meglio a valorizzarsi. Quello che succede in piazza Santa Maria di Gesù o in piazza Cavour, dove ci sono anche i bagni pubblici abbandonati, riguarda molti altri siti di Catania.

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