Strage profughi: 27enne somalo condannato all’ergastolo

La corte di Assise di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, ha condannato all’ergastolo il ventisettenne somalo Mohamed Moussa. L’uomo si è reso irreperibile prima dell’emissione del verdetto. Si tratta della sesta condanna nell’ambito dell’inchiesta sulla strage avvenuta il primo agosto del 2011, a Lampedusa (Agrigento) quando un barcone approdò con i cadaveri di venticinque migranti asfissiati e con segni di percosse. Moussa, in un primo momento, era stato accusato solo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina – reato per il quale è stato condannato – e solo in un secondo momento, quando l’imputato ha fatto perdere le sue tracce, è stato istruito il procedimento per omicidio volontario.
 A raccontare in aula l’orrore dei soccorsi è stato il medico Pietro Bartolo, ex responsabile del presidio ospedaliero di Lampedusa e attuale europarlamentare di Democrazia Solidale.