Chiesa di San Michele Rifugio, da luogo di culto a coacla pubblica: “Non sappiamo più a chi rivolgerci”

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Versa ormai in uno stato di totale abbandono la Chiesa di San Michele Rifugio, nell’omonima contrada marsalese.

A causa di questa situazione, quello che era un luogo di culto di proprietà privata è diventato alloggio di un uomo senza fissa dimora che, a sentire le testimonianze dei cittadini che abitano nel circondario, disturberebbe i passanti e i bambini.

Ad attirare l’attenzione sul problema è stata una cittadina marsalese che passando dalla zona è rimasta colpita dallo stato di degrado di quello che era un luogo di culto raccogliendo anche la preoccupazione di abitanti dell’area.

Egregio signor direttore – ci scrive la nostra lettrice Letizia Occhipinti  –  sono una cittadina marsalese residente nei pressi della Chiesa di San Michele Rifugio. Trovandomi a passare da questa strada ho avuto un colpo al cuore, mi sono trovata davanti ad uno scenario raccapricciante, da un lato e dall’altro, un indecente ed indecoroso scempio… Una Chiesa ridotta a cloaca pubblica e luogo in cui bucarsi di droghe varie”.

Le foto scattate da Letizia sono state postate su Facebook scatenando i commenti di tanti che hanno evidenziato come già da tempo la situazione fosse diventata difficile.

Ho ricevuto tanti commenti dai quali si capisce che la situazione non è una novità, né per le istituzioni, né per le forze dell’ordine. Solo che nessuno ancora è intervenuto né può, a loro dire, intervenire” – scrive Letizia.

“Ma la cosa che più mi preme e preme i cittadini  – continua la lettera – è la presenza di un immigrato che da circa 2 anni si è impadronito dell’immobile di proprietà privata, nuocendo gravemente all’incolumità di un’intera comunità, totalmente lasciata sola a farsi giustizia da sé, in quanto dalle testimonianze mi giunge che questo ragazzo tira sassi contro i passanti, rincorre i bambini che passeggiano con le bici e per di più appicca fuoco nei terreni coltivati.

Infatti, quando mi sono fermata per fare le foto, un signore anziano mi parlò con le lacrime agli occhi, dicendomi: “signora mia, veda se lei riesce, noi non sappiamo più a chi rivolgerci”. Ovviamente doppio colpo al cuore. Ho constatato le reali condizioni di degrado e abbandono del luogo sacro e ho attenzionato le lamentele dei residenti limitrofi circa la presenza di un uomo senza fissa dimora che “alloggia” in tale struttura. Io non sono competente in materia ma credo sia utile effettuare un TSO al soggetto e che le comunità si prendano cura di questo nostro fratello che in stato evidentemente di instabilità mentale attira l’attenzione su di se lanciano pietre e bottiglie ai passanti. Non sarà forse una richiesta d’aiuto?” – conclude la nostra concittadina.

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