La vendita di bevande alcoliche e l’ordinanza del Sindaco: ci scrive il gestore di un locale

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Assicurare il decoro e l’igiene pubblica, tutelare la tranquillità e il riposo dei residenti, controllare l’abuso di alcol e prevenire le condotte violente che ne potrebbero derivare.

E’ con queste motivazioni che pochi giorni fa, il Sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo ha emanato l’ordinanza n. 59/20202 con la quale impone, a partire dallo scorso 2 luglio e fino al prossimo 30 settembre, il divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche e di superalcolici contenuti in bottiglie/bicchieri di vetro, vietandone anche la detenzione e il consumo in luogo pubblico.

Tra gli scopi del provvedimento quello di mantenere il decoro degli spazi pubblici, essendo eccessivo e rischioso il vetro che spesso viene abbandonato per strada.

A tutto questo, si aggiunge anche l’obiettivo di evitare gli assembramenti sociali che potrebbero essere favoriti dal consumo all’aperto di alcolici.

Il divieto è valido dalle ore 22 alle ore 6 del giorno successivo e riguarda le attività di somministrazione di alimenti e bevande, circoli privati, ambulanti e operatori del commercio su aree pubbliche venditori di bevande alcoliche in vetro, dispensate anche attraverso distributori automatici.

L’ordinanza traccia inoltre un perimetro di validità: Via Colonnello Maltese, Lungomare Mediterraneo, Lipari, Mazara, Piazza Caprera, Nino Bixio, Dante Alighieri, Trapani, Ugdulena, Corso Gramsci, Messina e Orlando, Lungomare Salinella, Vito Falco, Lungomare Boeo. Il divieto riguarda anche analoghe attività commerciali che esercitano nelle zone dei Lidi, sia del versante sud che del versante nord.

Ma l’ordinanza non convince tutti. Ci scrive sull’argomento uno dei titolari delle attività in questione che, come lui stesso dice,, “ancora resiste, con molte e molte difficoltà” e che auspicherebbe un maggiore sostegno da parte  dell’amministrazione per le attività imprenditoriali affinché siano in condizione di lavorare con maggiore serenità.

Tante le questioni che il gestore solleva nella sua lettera: dalla chiusura di Porta Nuova proprio nel periodo dell’anno con maggiore dinamismo, il perimetro  stabilito nell’ordinanza ma anche l’anticipazione dell’orario in cui scatta il divieto rispetto alla legge nazionale.

Carissimo Sindaco – scrive l’imprenditore –  Ci ha chiuso Porta Nuova, proprio adesso che la stagione estiva ci porta un po’ di turismo e la gente è incentrata tra Porta Garibaldi e Porta Mazara, con esclusione massima della zone di Via  XI Maggio dalla Piazza della Repubblica a Porta Nuova. Ci bloccate le vendite di birre in bottiglie di vetro, quando noi stiamo iniziando adesso a lavoricchiare (se si può dire)” –  scrive.

Tra i punti contestati, il fatto che esistono molti articoli in contenitori di vetro  – tra cui anche i succhi analcolici – che possono essere venduti ma che potrebbero comunque far danno. 

Perché la zona delle periferie e mi riferisco principalmente a Strasatti ed Amabilina non sono menzionate nella sua ordinanza? –chiede ancora il cittadino che contestualmente sollecita anche un aumento dei controlli – Paghiamo affitti ed utenze carissime e anziché promuovere il turismo e il nostro lavoro ci volete per forza far chiudere?

Ho una famiglia da gestire, mantenere e cercare di soddisfare e – continua il nostro lettore – so che ad oggi i livelli di delinquenza sono notevolmente aumentati, ma per questo motivo lo Stato ha istituito le forze dell’ordine. Gentilmente la invito a riflettere e se pensa sia corretto ritirare la sua ordinanza 59/2020 del 2 luglio, per tutti noi sarebbe davvero una cosa che ci farebbe arrivare almeno a fine mese.  Potrebbe, almeno, adeguarsi alla normativa nazionale che pone il divieto dalle 24.00 in poi” – conclude la lettera.

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