Zona Industriale di Catania, vasta area degradata con il comitato Romolo Murri che chiede soluzioni adeguate

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La zona industriale di Catania resta completamente abbandonata tra danni strutturali, enormi buche e problemi di ogni tipo. Una situazione non nuova in verità anche se, dopo i proclami ed i tavoli tecnici di questi ultimi anni, ci si aspettava un miglioramento sul sistema viario, la pubblica illuminazione potenziata e la costante manutenzione del verde. Interventi che ieri come oggi tardano ad arrivare. Così il comitato Romolo Murri, attraverso il suo presidente Vincenzo Parisi, chiede un immediato lavoro per eliminare la giungla di sterpaglie dai tanti terreni abbandonati presenti in un’area che da Pantano D’Arci arriva fino all’Oasi del Simeto. Non dimentichiamoci che qui in passato si sono verificati vasti incendi che hanno letteralmente messo in ginocchio le centinaia di aziende presenti in questo territorio. Un indotto economico notevole, per Catania e provincia, che oltre ai roghi e alle discariche abusive ( con materiale altamente infiammabile) deve fare i conti con gli allagamenti durante la stagione delle piogge. Non solo, con le bombe d’acqua estive, a creare maggiore preoccupazione è proprio il sistema di caditoie e l’intero apparato per il deflusso delle acque piovane. Il comitato Romolo Murri che, attraverso il suo presidente Vincenzo Parisi, chiede ora un piano di interventi straordinario per evitare che le decine di strade, già ridotte a gruviere piene di buchi, siano trasformate in laghetti con le auto bloccate sullo specchio d’acqua e le aziende costrette a chiedere l’intervento dei vigili del fuoco. Scenari già visti e che, per questo motivo, vanno assolutamente evitati. Per queste ragioni il comitato Romolo Murri chiede la collaborazione di tutti i soggetti interessati affinchè, nel presente, si studino modalità e tempistiche per garantire una mobilità sicura ed evitare lo scoppio di incendi. Nel periodo autunnale, invece, sarà necessario evitare che la zona industriale si trasformi ancora in una enorme palude.

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