Pina La Villa (PCI): Lo scandalo del “registro dei bambini mai nati” continua, a Marsala

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Senza   pudore   il   consiglio   comunale   di   Marsala   (TP)   ha   approvato   nell’ultima   seduta   una   delibera   che
istituisce il “registro dei bambini mai nati”.
Penosamente ammantata della retorica della cultura della vita, l’espressione è un messaggio chiaro
rivolto alle donne che abortiscono: siete colpevoli. 
Non è la prima volta, purtroppo. Altre città italiane negli anni scorsi si sono dotate di questo strumento intimidatorio.
E, appena   qualche   giorno   dopo   l’approvazione   delle   nuove   linee   guida   sulla   pillola   abortiva   Ru486,  il consiglio comunale di Marsala chiude la sua attività con questa ignobile misura.  
Un consiglio comunale    proiettato  verso  le  elezioni  amministrative  previste  per il 4 e 5 ottobre  2020  ha
approvato la delibera con la scandalosa maggioranza di 23 voti a favore su 26 di un arco di forze politiche
che   si   chiamano   “democratiche”   e   che   invece,   ipocritamente,   hanno   eluso   i   principi   fondamentali   della
legge 194, che ha ormai più di quarant’anni ed è stata una conquista di civiltà per uomini e donne. 
Noi diciamo che questa decisione non ha nulla a che fare  con la cultura  della vita, ma serve a nutrire  e
utilizzare un presunto senso comune che si oppone ancora all’autodeterminazione delle donne.
Noi diciamo che tutto questo non è più accettabile, che indietro non si torna e che anzi la legge 194 va
difesa potenziando le strutture sanitarie ed eliminando lo scandalo dei medici obiettori.
Noi diciamo che utilizzare il becero strumento del “registro dei bambini mai nati” denuncia la miseria di una classe politica lontana dalla realtà.

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