Donato: “è inaccettabile che dopo anni di lungaggini burocratiche,il progetto di realizzazione del nuovo porto di Marsala sia rimasto al palo”

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È davvero inaccettabile che dopo anni di lungaggini burocratiche, causate soprattutto dalla grave latitanza dell’attuale amministrazione comunale, il progetto di realizzazione del nuovo porto di Marsala sia rimasto al palo. Un gravissimo danno sia per la comunità marsalese, che per gli operatori che non possono svolgere la propria attività. Inoltre, a causa di questa ‘impasse’, si sono perduti decine di posti di lavoro”.

È quanto afferma l’europarlamentare della Lega, Francesca Donato, promotrice di un’interrogazione parlamentare, a firma del capogruppo della Lega all’Ars, Antonio Catalfamo, nella quale si chiede all’assessorato regionale alle Infrastrutture di avocare a sé la realizzazione del progetto, incaricando una nuova stazione appaltante e finanziando, così, direttamente l’esecuzione dei lavori secondo quanto già previsto nel Patto per il Sud.

“Si tratta di un’opera che non può rischiare di vedere perduto il finanziamento di 50 milioni di euro, soltanto perché il Comune non ha adempiuto in questi anni a tutti i passaggi di rito previsti, soprattutto alla luce di un lungo e costoso iter progettuale e burocratico che per l’amministrazione sembra essere un ‘fantasma’.

“A questo punto chiediamo alla Regione siciliana di assumere la responsabilità del progetto, togliendola ad un’amministrazione incapace di portare avanti un’opera che sicuramente se portata a termine, sarebbe da volano all’economia di quel territorio e di riqualificazione di un’area a forte impatto turistico”.

Il progetto del porto di Marsala è stato avviato dall’amministrazione Adamo che da anni lamenta questa grave situazione. “Questo scaricabarile è assolutamente deleterio e improduttivo e non si capisce a chi possa giovare – afferma l’ex sindaco di Marsala, Giulia Adamo -. L’unica certezza è il danno incalcolabile che produce, in modo particolare nei confronti dei gestori dei porticcioli, costretti ad un immobilismo imprenditoriale e gravati dalle spese che sostengono per la manutenzione delle strutture”.

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