Federfarma Palermo, Vaccino antifluenzale, Cossolo: “in Italia mancano 1,25 mln di dosi”

183

 “Ottobre è arrivato e occorre che la 
popolazione attiva esclusa dalle campagne obbligatorie per le fasce 
protette si vaccini subito volontariamente contro l’influenza, che 
presenta sintomi simili all’infezione da Covid-19, in modo da aiutare 
i medici, nel periodo del picco, a fare diagnosi differenziate ed 
evitare di intasare le strutture sanitarie di falsi casi sospetti così 
come di pazienti con complicazioni da influenza. Ma le dosi da 
distribuire nelle farmacie sono introvabili e il rischio è di partire 
in ritardo, considerato che il vaccino inoculato si attiva dopo 15 
giorni e che il picco nel 2019 è stato a dicembre”.
Lo ha affermato Marco Cossolo, presidente nazionale di Federfarma, 
oggi in conferenza stampa a Palermo, dove il presidente di Federfarma 
Bergamo, Gianni Petrosillo, riceverà il “Premio Coraggio Emanuela Loi” 
per la determinazione con cui, pur avendo contratto il Covid-19, ha 
continuato a garantire la distribuzione dei farmaci in quelle “zone 
rosse”.
“Questo accade perché – ha spiegato Cossolo – le Regioni, per coprire 
il più possibile le categorie a rischio, quest’anno hanno aumentato di 
oltre il 40%, e in alcuni casi raddoppiato, come in Sicilia, 
l’acquisto di vaccini: in tutto hanno comprato 16,7 milioni di dosi, 
impegnando di fatto l’intera produzione programmata dalle industrie 
farmaceutiche quest’anno per l’Italia”.
“Il ministro della Salute, Roberto Speranza – ha aggiunto Cossolo – ha 
ascoltato le nostre richieste invitando la Conferenza Stato-Regioni a 
rimodulare questi acquisti. Ciò ad oggi ha comportato una 
disponibilità per tutte le farmacie italiane di appena 250mila dosi, 
un numero troppo esiguo. Stimiamo, infatti, che in Italia servano 
altri 1,25 mln di dosi per vaccinare buona parte della popolazione 
attiva, che rappresenta il motore produttivo del Paese. Riceviamo 
chiamate da moltissime aziende che chiedono di potere vaccinare i loro 
dipendenti. Siamo molto preoccupati”.
“Fra rientri al lavoro e apertura delle scuole, ottobre sarà un mese 
difficile e complicato per la diffusione dei contagi – incalza Roberto 
Tobia, segretario nazionale di Federfarma – . Questo sarà un altro 
banco di prova per il Paese: occorre, quindi, trovare subito una 
soluzione per consentire alla popolazione attiva di vaccinarsi 
tempestivamente contro l’influenza. Noi chiediamo al ministero di 
rendere disponibili per le farmacie i ‘resi’, cioè le dosi non 
utilizzate dalle Aziende sanitarie, nella misura di almeno il 10% del 
totale dei vaccini. Inoltre, si può sopperire anche ricorrendo 
all’importazione di vaccini dall’estero, che però deve essere 
autorizzata dall’Aifa”.
Tobia rileva poi che “sarà difficile persino vaccinare le fasce 
protette dalle campagne vaccinali gratuite delle Regioni: infatti, 
medici e pediatri di base lamentano difficoltà legate alla carenza di 
spazi e attrezzature idonei. Noi farmacisti siamo a disposizione per 
aiutare i medici di base: stiamo seguendo i corsi organizzati 
dall’Utifar per inoculare il vaccino in farmacia. Una possibilità che 
viene già consentita in 14 Paesi europei e in 60 nel mondo. In Italia, 
invece, i farmacisti non possono farlo: lo vieta un regio decreto del 
1934, che in questa fase di emergenza è opportuno modificare”.
Da parte sua, Gianni Petrosillo, presidente di Federfarma Bergamo, 
considera il “Premio Coraggio” che riceverà questo pomeriggio “un 
riconoscimento a tutti i farmacisti italiani in prima linea 
nell’emergenza Covid-19. Un’esperienza drammatica che ha spinto tutti 
noi a pensare al futuro. Così a Bergamo con tutte le istituzioni 
abbiamo costruito una ‘rete di protezione’ che consenta di affrontare 
meglio eventuali future pandemie. Un modello che abbiamo messo a 
disposizione di tutte le altre Regioni italiane”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.