Beni Culturali: “L’immobilismo della Regione causerà la chiusura dei siti culturali siciliani nelle giornate festive”

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“La Regione Siciliana interrompe inspiegabilmente e bruscamente un percorso virtuoso iniziato cinque anni fa, nato da un’idea dell’ex Assessore Antonio Purpura, migliorata del compianto ex Assessore Sebastiano Tusa, grazie a vari accordi sottoscritti con le Organizzazioni Sindacali e al lavoro prestato da tutto il personale impiegato, che ha fatto registrare, nel giro di un quinquennio, un incremento complessivo di ben 9,4 milioni di euro di incasso e un incremento di poco più di 1 milione di visitatori con una forte affluenza nelle giornate festive. (Dati di riferimento 2014-2019 pubblicati sul sito ufficiale del Dipartimento Beni Culturali e dell’Identità Siciliana).”

A dichiararlo sono Michele D’Amico responsabile regionale del Cobas/Codir per le politiche dei beni culturali e Simone Romano coordinatore regionale del Cu.Pa.S./Codir (Custodi del Patrimonio Culturale Siciliano), movimento che aderisce al Cobas/Codir.

“Dopo un paio di incontri interlocutori – commentano D’Amico e Romano – che avrebbero dovuto portare alla sottoscrizione dell’accordo definitivo per l’anno in corso, per consentire di derogare dai limiti delle presenze dei custodi nei festivi, contrattualmente previsti, e di tenere, così, aperti i siti della cultura siciliana, l’amministrazione regionale ha disdetto proprio l’incontro conclusivo convocato l’1 settembre scorso per il 14 settembre rinviandolo a data da destinarsi e a tutt’oggi non ha più convocato le Organizzazioni Sindacali.”

“L’accordo, oltre al superamento dei limiti dei festivi previsti dal contratto di lavoro e all’inserimento del personale della Società Servizi Ausiliari Sicilia che presta la propria attività nei siti cultuali regionali – commentano D’Amico e Romano – avrebbe consentito di superare, sebbene in parte, la gravissima problematica della ormai ben nota e documentata, da un’apposita delibera della Giunta Regionale, carenza di personale (1.977 unità delle quali la metà proprio nel settore della vigilanza e fruizione dei siti culturali siciliani) sopravvenuta a seguito del collocamento in quiescenza dei dipendenti regionali.”

“L’inspiegabile e brusca frenata dell’amministrazione regionale, invece – concludono i sindacalisti di Cobas/Codir e Cu.Pa.S/Codir – non concedendo più alcuno spazio alla trattativa, costringerà il sindacato e il personale addetto ad attenersi scrupolosamente a quanto prevede il contratto collettivo regionale di lavoro e a propendere, con dispiacere, verso la chiusura dei siti culturali siciliani nelle giornate festive degli ultimi tre mesi dell’anno a partire da domenica prossima a meno che l’Amministrazione Regionale non dia un segnale di esistenza, convochi i Sindacati e sottoscriva un accordo esigibile che dia serenità e prospettive future di crescita.”

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