Palermo muore e la Giunta Orlando non lo sa

Più volte il Sinalp Sicilia a nome dei lavoratori, L’Enbilgen Sicilia a nome delle imprese, Rete Sociale Attiva a nome dei consumatori, Ania a nome degli inquilini, CASA MIA a nome dei locatori degli immobili commerciali, e FIMAA Palermo a nome degli agenti immobiliari, hanno chiesto interventi concreti e risolutori contro la desertificazione del Centro Storico e della Via Roma in particolare, hanno chiesto di voler incontrare le Autorità interessate al problema evidenziato, hanno suggerito delle soluzioni in grado di risollevare quelle strade e quel territorio riportandolo a nuovo splendore, ma nulla di tutto questo è stato possibile.

Organizzazioni sindacali, associazioni di consumatori, associazioni rappresentative di imprese, associazioni di inquilini e proprietari snobbate con altezzosa noncuranza sol perchè hanno avuto la “colpa “ di mettere in evidenza un reale problema che sta uccidendo Palermo.

Questo agire inconsulto senza avere l’umiltà, la dignità ed il buon senso di dialogare con istituzioni associative che vivono tra la gente e con la gente e che hanno ben chiaro quello che sta avvenendo nella società palermitana lascia veramente stupiti.

Da tempo le organizzazioni sindacali e civili denunciano l’urgenza di un forte intervento risolutore almeno su Via Roma e per tutta risposta la Giunta municipale si inventa le piste ciclabili che daranno sicuramente lavoro almeno agli avvocati visto che fin dalla loro istituzione stanno provocando incidenti tra pedoni, automobilisti, ciclisti e per ultimo ma non per importanza, i monopattinisti che pieni della presunzione che tutto gli è permesso in quanto rispettosi dell’ambiente ma non del codice della strada, sfrecciano incoscienti di ogni minima precauzione e regola  a loro difesa e a difesa dei cittadini che hanno la sfortuna di incrociarli.

Ben vengano le piste ciclabili ma realizzate con “cognizione di causa” e non come volgarmente viene detto “a c…o di cane”.

Le organizzazioni firmatarie della presente nota da tempo chiedono che il Piano Urbanistico Commerciale, l’ormai famigerato PUC nato nel ormai lontano, sia commercialmente che socialmente, 1999, venga modificato ed adattato alle attuali e reali esigenze della città di Palermo ed in particolar modo chiedono che venga tolto il limite di 200 mq alle superfici commerciali autorizzabili in via Roma affinchè si possa dare nuova linfa all’intera importantissima via di Palermo.

Ma la richiesta di questa modifica non solo non è mai stata presa in considerazione ma è stata totalmente snobbata sempre per quella presunta supponenza di superiorità culturale più volte esternata, anche solo con il loro comportamento, da parte di chi ci amministra.

Oggi il problema diventa urgentissimo visto che l’unica grande struttura commerciale, La Rinascente, presente in via Roma, per mancati accordi tra proprietà e conduttore, ha deciso di chiudere e probabilmente anche di andare via dalla Città.

In questo caso le organizzazioni firmatarie di questa nota fanno notare che, secondo loro, sarebbe stato importantissimo l’intervento del Comune per trovare la quadra tra due esigenze diametralmente opposte e questo intervento poteva essere positivo se il Comune dava la sua disponibilità, anche in deroga all’attuale PUC, a riconoscere le autorizzazioni commerciali richieste.

Scomparendo la Rinascente in via Roma rimane come grande struttura solo il supermercato della famosa GDO tedesca che a questo punto non sappiamo per quanto tempo potrà resistere venendo meno anche la sinergia commerciale veicolata dalla presenza di altre attività in zona che sviluppano clienti ed affari.

Le Organizzazioni sindacali e sociali, non avendo mai ricevuto una risposta, anche negativa, alle diverse istanze presentate alla giunta di Governo della Città ed ai cittadini attraverso i mezzi di informazione, si pongono un dubbio legittimo, Ma chi amministra ha mai percorso via Roma negli ultimi anni?

Non ha notato l’enorme presenza, circa 200, di vetrine abbandonate e che questi numeri sono tendenzialmente al rialzo?

Non ha visto che dalla presenza, solo in via Roma, di circa 40 sportelli bancari, in appena 10 anni  non ne esiste nemmeno uno se si esclude la BNL che ancora resiste indomita alle intemperie?

Non ci si pone alcuna domanda del perchè tutte queste Banche sono fuggite da Palermo, o ne hanno fortemente ridimensionato la presenza?

Una città come Palermo, che si vanta di essere la quinta d’Italia per numero di abitanti, oggi ha meno sportelli bancari di medie città come Novara, Padova o Pescara  che sono, per abitanti, meno di un terzo di essa.

Nessuno ha il coraggio di porsi queste semplici domande? O sono troppo offensive ed indelicate da sollevare?

Ma veramente pensiamo di risollevare le sorti di Palermo con le piste ciclabili, i monopattini, la ZTL e quel poco di turismo che si riesce a intercettare, e non grazie a chi ci governa, ma per semplici fattori contingenti (terrorismo nelle vecchie mete turistiche) che hanno spinto i turisti verso la nostra città.

Ci rendiamo conto che l’unico flusso commerciale che arriva in città e solo grazie al fatto che i turisti hanno paura di attentati in Egitto, Turchia, Israele ed altre vecchie mete turistiche?

Così facendo quali sono le speranze di un futuro tranquillo che possiamo dare ai nostri figli affinchè rimangano nella nostra bella città?