A Palermo l’odissea di un ostello della gioventù da 250 posti letto, la Lega: “Burocrazia targata Orlando fa scappare gli imprenditori”

“La burocrazia comunale targata Leoluca Orlando è un mostro che fa scappare chi ha idee e voglia di fare impresa, soprattutto i giovani, come quelli che si sono visti bocciare il progetto dell’Ostello Bello nell’edificio dell’ex centrale termoelettrica alla spalle del Castello a Mare. Come consigliere comunale della Lega presenterò un’interrogazione con risposta scritta per accertare eventuali negligenze degli uffici che stanno bloccando l’apertura anche a Palermo dell’ostello più famoso d’Italia, una realtà da 250 dipendenti e 180 mila visitatori l’anno con sedi a Milano, Como, Assisi e in Birmania, fondata da tre giovani, tra cui Carlo Dalla Chiesa, figlio di Nando e nipote del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa”.

A dichiararlo è Alessandro Anello, commissario provinciale della Lega Palermo e vice presidente della commissione Attività produttive in Consiglio comunale, che sta seguendo la vicenda insieme con il vice commissario Annibale Chiriaco, responsabile regionale del dipartimento Attività produttive del Carroccio e neo presidente della sezione agroalimentare di Sicindustria Palermo.

L’amministrazione comunale sostiene che “la destinazione d’uso non è conforme al piano urbanistico. Gli imprenditori annunciano ricorso al Tar in virtù di una legge regionale.

“Non è accettabile – dicono gli esponenti leghisti – che l’amministrazione guidata da Orlando si prenda quasi due anni per dare una risposta, per giunta negativa, a chi si impegna per fare impresa credendo nelle potenzialità turistiche della città, con la prospettiva della creazione di posti di lavoro. Sul turismo il sindaco faccia funzionare i suoi uffici, se ne è capace, e la pianti con le iniziative spot fini a sé stesse, come quella divulgata un paio di giorni fa dall’ufficio stampa del Comune che annunciava l’avvio di una rilevazione statistica per misurare il livello di soddisfazione dei turisti in visita in città. Orlando – conclude Anello – faccia fare una rilevazione statistica per misurare piuttosto il livello di soddisfazione dei palermitani che vivono nella città da lui amministrata e vediamo che risultato viene fuori”.