mercoledì, Febbraio 8, 2023
HomeCulturaCatania,Sala Pinacoteca del Museo Diocesano: mostra “Dai depositi alla musealizzazione: il caso...

Catania,Sala Pinacoteca del Museo Diocesano: mostra “Dai depositi alla musealizzazione: il caso delle raccolte Urzì e Nicolosi”

Venerdì 23 ottobre alle 18,30 nella Sala Pinacoteca del Museo Diocesano di Catania si inaugura la mostra “Dai depositi alla musealizzazione: il caso delle raccolte Urzì e Nicolosi”.
L’esposizione rende visibili gli oggetti delle collezioni di due sacerdoti catanesi, Mons. Salvatore Urzì e Mons. Salvatore Nicolosi, collezionisti di oggetti d’arte donati con testamento all’Arcidiocesi di Catania e da questa – in virtù di una lettura congiunta degli articoli del Codice Civile e del Codice dei Beni Culturali – consegnati alla Soprintendenza dei beni culturali, in quanto beni appartenenti al patrimonio indisponibile della Regione.

“La mostra – sottolinea l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – rientra nella politica di valorizzazione delle opere meno conosciute, custodite nei depositi dei musei e delle Soprintendenze per far scoprire, anche attraverso esposizioni realizzate in collaborazione con musei pubblici e privati, il patrimonio della Regione. Quello della migliore valorizzazione del patrimonio – aggiunge l’assessore Samonà – è un argomento all’ordine del giorno, sul quale, come Governo regionale, stiamo effettuando un approfondimento nella prospettiva di consentire la massima visibilità e fruizione degli innumerevoli beni contenuti in archivi e depositi regionali”.

Della collezione Urzì fanno parte 160 piccoli oggetti provenienti da scavi archeologici quali piccoli vasi, qualche statuetta, piccoli esemplari di ceramica; alla collezione Nicolosi, invece, appartiene una raccolta di circa mille pezzi tra monete moderne e medaglie, di cui alcuni esemplari più antichi di epoca greca e romana, ma soprattutto di epoca medievale e islamica.

“La mostra allestita al Museo Diocesano non ha un valore scientifico particolarmente elevato – dice la Soprintendente di Catania Rosalba Panvini che ha curato l’allestimento – ma una funzione conoscitiva e divulgativa soprattutto in chiave didattica. I reperti archeologici presenti, infatti, essendo decontestualizzati e privi di indicazione sull’area geografica di provenienza, sono stati raccolti ed esposti su base tipologica”.

Articoli Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

- Advertisment -

ULTIME NEWS