Querelle Ospedale di Acireale, Ugl sanità e medici regionale: “Accordo su destinazione d’uso,no agli ospedali misti! Rivalutare il Vittorio Emanuele di Catania”

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Sulla querelle scoppiata ieri dopo l’annuncio di trasformazione in struttura Covid dell’ospedale di Acireale, intervengono anche le federazioni regionali Ugl sanità e medici, che hanno apprezzato la soluzione trovata dall’Amministrazione regionale e concordano con il presidente della Regione Nello Musumeci, che oggi è intervenuto sulla questione. “Accogliamo con favore l’accordo che si è raggiunto sulla destinazione d’uso del nosocomio acese nelle prossime settimane e comprendiamo quanto possa essere doloroso per un governatore assumere decisioni del genere. Lo riteniamo un buon compromesso tra l’impellente esigenza di reperire anche in provincia di Catania ulteriori spazi ed attrezzature per poter accogliere i malati sintomatici, visto l’incremento esponenziale della curva di contagio in quest’area area metropolitana, con la necessità evidenziata dai sindaci (le cui preoccupazioni sono ampiamente condivisibili) di poter disporre di un pronto soccorso in un bacino così ampio che interessa oltre 200 mila cittadini – dicono i segretari Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri. E’ chiaro che in questo momento non è semplice dover fare delle scelte ed ognuno è chiamato alla massima responsabilità, contribuendo affinchè la lotta al Covid sia sempre più serrata e risolutiva. Allo stesso tempo però avremmo preferito parlare di altre idee da mettere in pratica come, nel caso della città etnea, quella ottima di riattivare il presidio del Vittorio Emanuele dismesso sono nel 2018. Non comprendiamo perchè di questa proposta non se ne è fatto più nulla, eppure si tratta di una struttura che ancora può essere utilizzata per curare i casi meno gravi. Nelle more che quindi qualcosa in tal senso si possa muovere, sempre nella speranza che non ve ne sarà presto più bisogno, ma solo a scopo preventivo, riteniamo giusto che in periferia ci possano essere ospedali solo Covid visto e considerato che allo stato attuale l’attività sanitaria si deve concentrare a nostro avviso solo su situazioni indifferibili e urgenti. Tutto ciò che è differibile e gli interventi minori – evidenziano i due sindacalisti – vanno gestiti in modo diverso per non intasare i locali ospedalieri in questo frangente simile ad una guerra. Le operazioni complesse e quando non procrastinabile può essere benissimo fatto nei nosocomi che hanno un livello di tecnologia più elevato. Questo, per quanto ci riguarda, va fatto non solo ai piedi dell’Etna, ma in tutta la Sicilia perchè solo così ne possiamo uscire. Diciamo quindi no agli ospedali misti! Ci rivolgiamo dunque anche al presidente Musumeci  perchè insieme alla rappresentanza politica dei territori ed alle organizzazioni sindacali si possa camminare di pari passo verso decisioni eque, come quella che è maturata poche ore fa su Acireale e come quella che speriamo arrivi presto dell’apertura del pronto soccorso dell’ospedale San Marco, poichè – concludono i due segretari della Ugl sanità e medici siciliana – è assurdo avere un ospedale Covid senza il suo punto di emergenza nella stessa struttura.”