Il Mastro di Campo nella tradizione folkloristica di Mezzojuso, il nuovo volume di Kalós

La figura del Mastro di Campo, maschera tipica della tradizione del carnevale di Mezzojuso, paese in provincia di Palermo, rivive nel nuovo libro di Edizioni Kalós. Si chiama Fòrio Fòrio Fòrio – Figure e storie del Mastro di Campo il volume scritto da Lillo Pennacchio Nicola Figlia. Al centro delle pagine la figura emblematica da almeno due secoli nella tradizione di Mezzojuso. Ogni anno, l’ultima domenica di carnevale, il paese si trasforma in uno scenario teatrale per dare vita ad una pantomima popolare che rappresenta la rivalità tra il Mastro di Campo e il Re nella conquista del cuore della Regina. Centinaia di personaggi in abiti quattrocenteschi si schierano per l’uno o per l’altro contendente in un’atmosfera surreale che rievoca antiche tradizioni rurali siciliane. Tra colpi di cannone, lanci di dolciumi e l’intervento dei garibaldini, la manifestazione rappresenta ancora oggi una coloratissima pagina di folklore unica nel suo genere su tutto il territorio nazionale. Il Mastro di Campo si presenta come una maschera rossa con un enorme naso: mentre nel palermitano è il cattivo di molte rappresentazioni storico-carnevalesche, a Mezzojuso è la rievocazione dell’assalto che il Conte di Modica fece al Castello per conquistare la regina Bianca di Navarra.

Nella prefazione di Marco Baliani si legge : “Nella festa il mondo si capovolge. Occorre una magia della scrittura per far vivere il senso di riscatto e ribaltamento delle consuetudini che è tipico del cuore profondo della festa di Carnevale, di cui la maschera del Mastro di Campo è emblema e identificazione. La penna di Pennacchio – continua Baliani – è un occhio capace di cogliere in sottili frasi, in toccate di dialetto, in fuggevoli gestualità, il tessuto imprendibile di un’azione corale, di un teatro di popolo. Le storie di questo mondo capovolto sono sapientemente accompagnate dalle delicate illustrazioni di Nicola Figlia che, nel loro tocco acquerellato, diventano delle vere e proprie carte dei personaggi del Carnevale di Mezzojuso, che prendono a sfilare in queste pagine quasi come dei Tarocchi”.