Anna Grassellino tra le candidate a donna dell’anno per D di Repubblica

La marsalese Anna Grassellino è stata selezionata da D di Repubblica tra le 50 donne che hanno lasciato un segno nel 2020 per  il proprio lavoro o impegno. Tante eccellenze chiamate a concorrere per scegliere la vincitrice a cui sarà assegnata la cover del numero di D in edicola il 12 dicembre.

Tra le finaliste, un lungo elenco di donne  attive in campo diverse, dalla medicina, alla giurisprudenza alla fisica, alla biologia o lo sport, tutte con traguardi prestigiosi alle spalle.

Anna Grassellino è  nata a Marsala (Tp) e ha studiato Ingegneria elettronica presso l’Università di Pisa per poi trasferirsi negli Stati Uniti, dove si è specializzata in fisica. Dal 2012, lavora per il Fermilab, laboratorio di ricerca che è punto di riferimento per la fisica e lo studio delle particelle elementari.  

La sua carriera è costellata di scoperte importanti nel settore e di una sempre maggiore affermazione nel contesto mondiale.

Nel 2017 ha ricevuto  dal Presidente Obama  il “Presidential Early Career Award for Scientist and Engineers”, la più alta onorificenza che gli Stati Uniti riconoscono ai giovani ricercatori nei campi della scienza e dell’ingegneria. Nel 2019, Anna Grassellino è diventata Deputy Chief Technology Officer del Fermilab.

Nell’agosto 2020 il DOE (Department of Energy) l’ha incaricata di progettare il computer quantico più potente mai esistito per la cui realizzazione saranno sfruttate anche le precedenti scoperte da lei fatte. Un progetto da  115 milioni di dollari.

Anna Grassellino è stata inserita tra le candidate a donna dell’anno di D con la seguente motivazione che è possibile leggere su sito della rivista dove poter anche votare:

“Siciliana, dopo la laurea in Ingegneria Elettronica a Pisa, è andata negli Usa. Dove si è specializzata in fisica e dove dal 2012 lavora al Fermilab, un caposaldo della ricerca sulla Fisica delle Alte Energie. È stata incaricata di progettare il computer quantico più potente mai creato. L’obiettivo è conciliare l’”instabilità” degli stati quantici – in termini tecnici si chiama decoerenza – con l’esigenza di ottenere calcoli esatti, ampliando enormemente la potenza di calcolo dei computer con ricadute importanti per la ricerca di base e le scienze biomediche”.