Sinalp promuove il programma per l’integrazione e la dignità delle donne nel lavoro

Nel 1999 le Nazioni Unite proclamavano il 25 Novembre di ogni anno, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Purtroppo da quell’anno ad oggi, pur avendo fatto tanto verso l’eliminazione di questa violenza vigliacca ed anacronistica, ancora oggi esiste questa condizione tragica che fa regredire l’intera nostra società, che si fregia del titolo di democrazia, allo stato di comunità tribale e maschilista.

Le donne continuano a subire violenza tra le mura domestiche ma anche nel posto di lavoro e  la nostra società, essendo ancora una società per molti aspetti “maschilista”, ha difficoltà a far rispettare, l’ormai acquisito ed indiscusso, diritto all’eguaglianza della donna in tutti i contesti sociali, lavorativi e familiari che la compongono.

Il mondo del lavoro fino ad oggi ha faticato ad accettare il semplice concetto di uguaglianza sociale e giuridica tra i due sessi.

Basti pensare alla barbara condizione, essenziale per l’assunzione, che le donne alle volte debbono subire per ottenere un posto di lavoro, come il divieto di essere in gravidanza.

Questa vergognosa imposizione continua ad essere presente nel mondo del lavoro anche a causa di una politica di sostegno della maternità quasi totalmente assente, ma sempre più necessaria per permettere alle donne parità di accesso e  di opportunità nel lavoro.

Ricordiamoci sempre che il lavoro rimane la prima e più importante forma di emancipazione per le donne e togliere loro il lavoro o renderne difficile l’accesso, significherebbe far retrocedere l’intera società nel medioevo, annullando secoli di battaglie, martiri e tragedie.

Per difendere il diritto alla parità delle donne nella nostra società, il SINALP promuove  un importante programma di vera integrazione attraverso corsi, convegni, dibattiti e formazione continua, anche in collaborazione con altri enti ed organizzazioni di volontariato, per trasformare l’ambiente di lavoro in un luogo sicuro e rispettoso della dignità non solo delle donne ma di tutte le persone che in esso operano”.