Bocciata l’istituzione di una commissione d’inchiesta sull’acqua a Trapani, Consigliere Lipari: “decisione vigliacca ed omertosa”

«In spregio ai principi di legalità e trasparenza, la maggioranza del Consiglio Comunale, ha deciso in maniera vigliacca ed omertosa di girarsi dall’altra parte senza voler approfondire la vicenda sottesa agli otto avvisi di conclusione delle indagini emessi dalla Procura della Repubblica di Trapani nei confronti di sette dipendenti del Comune di Trapani e del titolare di una ditta di trasporto di acqua a mezzo autobotti, tutti indagati per concorso nel reato continuato di peculato.»

A dirlo è Giuseppe Lipari Consigliere comunale della Città di Trapani, che commenta così l’esito della seduta di ieri 26 novembre, dove si è trattata la proposta di istituzione di una commissione d’indagine sulla gestione comunale dell’acqua, respinta dalla maggioranza dei presenti.

«Comprendo il dramma che qualcuno potrebbe vivere e non si vuole assolutamente colpevolizzare nessuno né duplicare quanto avviene nelle aule giudiziarie, ma si vuole cogliere un’occasione per fare chiarezza sulla gestione idrica trapanese che fa letteralmente acqua da tutte le parti, sia dal punto di vista amministrativo che impiantistico. Ci candidiamo a Capitale Italiana della Cultura ma l’acqua che arriva nelle case dei trapanesi è molto spesso torbida ed inquinata. Forse qualcuno continua a vivere nel mondo delle favole non rendendosi conto della situazione al limite della vivibilità e spingendosi addirittura a negare che in Città c’è un problema con la gestione del servizio idrico integrato. Questa forma di negazionismo è preoccupante perché oggi si nega la questione Acqua, domani potrebbe negarsi addirittura l’esistenza di fenomeni ben più gravi e complessi come la Mafia.

Ciononostante vien da preoccuparsi se si pensa che il voto contrario da parte dell’aula è avvenuto dopo appena 5 minuti di interventi da parte degli esponenti della maggioranza, che, spendendo appena 1 minuto a testa, non hanno fornito adeguate motivazioni a sostegno del loro voto contrario su un tema cosi importante e delicato. Nessuno infatti si è degnato di interloquire con i consiglieri proponenti in sede di dibattito sull’atto, mortificando così l’intera aula e la funzione di controllo che rappresenta.

Evidentemente “gatta ci cova”, e così come si continua a “occultare” il nominativo del collega che non percepisce gettone di presenza in quanto soggetto a pignoramento mobiliare presso terzi, si vuole continuare a nascondere qualcosa nell’ambito della gestione del servizio idrico integrato.

Tuttavia –conclude il consigliere– il chiaro intento dell’aula di bloccare la ricerca della verità, in realtà ha portato al risultato opposto: l’approfondimento della questione continuerà infatti individualmente, con la riserva di avvalersi di tutti i poteri d’ispezione riconosciuti al singolo Consigliere Comunale dalla Costituzione, dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti comunali.»