Era mio Nonno!

Capitano Filippo Patti

Non amo particolarmente portare fiori ai miei defunti. La trovo un” usanza costosa, inutile ,e poco duratura. Preferisco il silenzio, il lunedi. Chiudere gli occhi e tornare indietro nel tempo che non c’è piu’. Io e una lapide fredda di marmo. Toccare la foto e baciarla. Faccio parte di una lunga tradizione di marinai lo era il padre di mio nonno Capitano Patti Domenico, era mio nonno Filippo, era mio padre Domenico, sarebbe stato mio fratello Filippo. Solo io fuori razza, come si usa definire chi nella vita fa altro. (Umile orgoglioso postale). Era mio nonno. Mori’ durante i bombardamenti. Una maledetta bomba lasciò dolore e disperazione a mia nonna, a mio padre, e a mio zio Vincenzo ancora bisognosi di aiuto. Ricordo il giorno dei morti come da tradizione, alle prime ore d’ingresso al cimitero andavamo con mia nonna, mio fratello a pulire la lapide di pregiato marmo fatta e firmata da un artista artigiano (Perrone Vito), intarsiata di un’ancora e di un timone a testimonianza della professione. Giorno 1 novembre2020 con fiori, bottiglia dell’acqua, sommessamente percorro il viale centrale, la mente mi riporta indietro e penso quando tenevo per mano mia nonna e mio fratello per andare a onorare mio nonno morto per la patria. Ero orgoglioso di mio nonno. Vuoi per la professione, vuoi per la bellezza e maestosità della lapide.

A un tratto mentre sono assorto nei meandri dei miei ricordi mi accorgo di avere solcato a lungo il viale. Ritorno nei miei passi. Non trovo più mio Nonno. Non c’è più.

Continuo a cercare (a vuoto) punti di riferimento. Sarò in una fase di demenza? No. Mio Nonno è stato tolto dal suo posto e le sue ossa buttate al cimitero vecchio in una fossa comune contraddistinta col numero 8. La foto storica buttata dentro un cartone con delle altre con uguale sorte. Non sono stato avvisato da parte degli addetti. Prima avevano l’accortezza di appiccicare un foglio un mese prima nella lapide, ora noi cittadini dobbiamo leggere nella bacheca all’ingresso o all’inizio del viale che avverranno delle traslazioni. Assurdo. A parte che se trovi dei fiori più o meno freschi si può pensare che qualcuno dei parenti ancora prega sul posto? Ricordo agli improvvisati dirigenti che il loculo è stato pagato con sacrifici economici, la lapide spaccata distrutta era un pezzo di storia di un posto sacro. A terra ci sono lacrime della mia famiglia che avete calpestato e umiliato.

Guardando il loculo vuoto ho pensato che un’altro prenderà il suo posto senza sapere chi lo ha preceduto, e cosa ha rappresentato per la nostra famiglia. Tu medico, tu muratore, che hai dato la picconata hai infranto i miei sogni il mio passato le mie radici. Tu amministrazione che speculi nel rivendere i loculi e non te ne frega niente di completare il nuovo cimitero. Politicanti senza pudore. Una politica insensibile che non riesce a creare alternative, un assessore che non ha colpe se non quello che lo ha preceduto e cosi quello prima, scaricando le responsabilità agli altri. Questo paese non ha futuro ERA MIO NONNO.

Nino Patti