Identità Siciliana: disfunzioni e disorganizzazione nel trattamento positivi Covid

In tanti Siciliani sono meravigliati per l’inefficienza dimostrata da Musumeci nel contrastare la epidemia da Covid che ha causato centinaia di morti e tante sofferenze per la perdita di economia. Noi di Identità Siciliana non siamo sorpresi per nulla. Infatti se Musumeci non ha apportato nessun miglioramento, in nessun settore, perché meravigliarsi della sua inefficienza nel contrastare il virus? 

La Sicilia è stata abbastanza risparmiata dal Covid eppure i Siciliani sono costretti a piangere centinaia di morti e migliaia hanno rischiato di morire, tutto ciò, senza valutare il grave dramma economico per essere stata la Sicilia  classificata  “arancione”. 

Poiché il contagio lo diffondono i contagiati, sarebbe stato sufficiente aumentare notevolmente le persone esaminate per ridurre la circolazione dei positivi e l’espansione del virus. I contagiati asintomatici sarebbero stati seguiti a domicilio da uno staff sanitario, i più sintomatici nei tanti ospedali chiusi ed inutilizzati ed i più gravi nei reparti di terapia semiintensiva ed intensiva. 

Oggi vengono effettuati circa 10.000 tamponi al giorno, di questi risultano positivi circa 13.00, cioè il 13%. Questo significa che i contagiati in Sicilia sono tra i 400 ed i 500 mila e di questi solo 1.300 sono individuati, gli altri circolano liberamente diffondendo il virus.  

Non solo non si aumenta il numero delle persone esaminate ma coloro che si sottopongono al test privatamente, se risultano positivi vengono ignorati. È il caso del Sig A.G. di San Cataldo che risultato positivo in data 5 novembre, informato, si poneva in quarantena spontanea domiciliare per senso di responsabilità.  

Naturalmente il laboratorio informava immediatamente la ASP che avrebbe dovuto mettere in quarantena l’interessato ed effettuare rapidamente un test sierologico per confermare il contagio. 

Il sig A.G. veniva contattato solo dopo 6 gg e gli veniva preannunciato che il test molecolare lo avrebbero effettuato nel suo domicilio in data 13 novembre, ma non si presentava nessuno. 

In data 21 novembre veniva contattato dall’ASP e veniva incredibilmente informato che il test molecolare fatto qualche giorno prima era risultato positivo. Il test in realtà non era stato mai effettuato. Per le rimostranze dell’interessato il tampone veniva realmente effettuato in data 23. 

Risulta evidente la profonda disorganizzazione ed il pressappochismo dell’intero sistema sanitario, di cui probabilmente non si può fare colpa all’ASP se non fornita  dalla Regione di strumenti e personale sufficiente e direttive ben precise.