Olio, in Sicilia minore quantità ma grande qualità

Come per il vino, anche per l’olio si conferma quest’anno in Sicilia una produzione inferiore alla media anche se con risultati diversi da una parte all’altra dell’isola. Più evidente il calo di produzione nella zona del trapanese e del palermitano mentre si mantengono più in linea  le produzioni nell’agrigentino e nella parte orientale dell’isola, dove le piogge e le alte temperature hanno garantito lo sviluppo vegetativo della pianta e ottimali condizioni fito-sanitarie.

Le due Dop Monte Iblei e Monte Etna sembrano non avere sofferto particolarmente. Stessa cosa per la Nocellara Etnea e per la Tonda Iblea.

In Sicilia occidentale, buoni anche i risultati della Nocellara del Belice

Complessivamente si stima una produzione in calo di circa il 20% rispetto all’anno precedente. Nonostante questo, la Sicilia si colloca al secondo posto in Italia, come produttore dopo la Puglia. Superato così un’altra regione di tradizione olearia: la Calabria.

Alla minore quantità fa da contrappeso una qualità eccellente pressoché ovunque. Le temperature sostanzialmente stabili durante l’annata hanno aiutato lo sviluppo vegetativo, evitando insorgere di problematiche fitosanitarie e portando ad un lieve anticipo della  fase di maturazione.

Unico neo, soprattutto in alcune zone, la perdurata assenza di pioggia. Il frutto pertanto può essere rimasto talvolta più piccolo ma si presenta come un prodotto dalla interessanti  caratteristiche organolettiche.