Soddisfazione di Assosistema Confindustria in merito al Decreto sui criteri ambientali minimi

Il Presidente Egidio Paoletti: “I CAM, introducendo dei requisiti ambientali nelle gare di appalto, alzano la qualità del mercato e qualificano il settore. Occorre ora una politica equilibrata sugli acquisti pubblici che tenga conto della esigenza di un minore impatto ambientale ma anche dei costi sostenuti per ottenerlo”.

Assosistema Confindustria esprime soddisfazione per la firma, da parte del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, del decreto sui Criteri minimi ambientali (CAM) per il servizio di lavanolo che comprende l’affidamento del servizio integrato di noleggio, ricondizionamento e logistica di dispositivi tessili, di materassi e guanciali, di indumenti ad alta visibilità nonché di dispositivi medici sterili per ospedali e strutture sanitarie. In linea con gli obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale previsti nel Piano d’azione per la sostenibilità ambientale e dei consumi nella pubblica amministrazione adottato nel 2008, il nuovo decreto dà una spinta all’efficientamento energetico e idrico e alla riduzione dell’uso di sostanze pericolose nei processi di noleggio e lavaggio da parte delle aziende interessate ad accedere agli appalti pubblici.

Il presidente di Assosistema Confindustria Egidio Paoletti commenta: “Il decreto sui CAM rappresenta un punto di partenza molto importante per la nostra categoria che da sempre promuove la sostenibilità ambientale nei propri processi industriali. Il decreto definisce i prerequisiti e un sistema premiale proprio per quegli attori che migliorano sempre di più i loro standard ambientali, attraverso tecnologie e certificazioni, alzando la qualità del mercato e qualificando il settore”.

“Ora dobbiamo fare in modo che anche le gare e i relativi prezzi di riferimento siano ragionevoli e “sostenibili” – continua Paoletti – evitando la logica di continui e sempre maggiori ribassi. Ci aspettiamo, infatti, che il committente definisca una politica equilibrata sugli acquisti che tenga conto della esigenza di un minore impatto ambientale ma anche dei costi sostenuti per ottenerlo. In quest’ottica, auspichiamo che le stazioni appaltanti e l’ANAC, al fine di accompagnare l’inserimento dei CAM nelle gare, facciano in modo che il prezzo stesso di gara contenga la remunerazione degli investimenti fatti dalle aziende”.

“In questo modo – conclude Paoletti – avremmo una qualità del servizio completa: dal punto di vista ambientale, sanitario, prestazionale ed economico”.