Messina. Interventi per recuperare la zona Falcata

Nessuna opera faraonica e dai tempi incerti, ma interventi di recupero mirati e graduali, all’interno di un progetto più ampio di riqualificazione di tutta la Zona Falcata di Messina. E’ quanto emerso dalla riunione operativa convocata dal presidente della Regione Nello Musumeci nella sede della Soprintendenza dei Beni culturali di Messina.

All’incontro erano presenti i deputati regionali eletti nel collegio di Messina, il prefetto, l’assessore comunale alle Infrastrutture, il rettore dell’Università, i rappresentanti della Capitaneria di porto, della Marina militare, del Nucleo supporto logistico della Marina militare, di Rfi Sicilia, la soprintendente dei Beni culturali, l’ingegnere capo del Genio civile e il componente del Consiglio regionale dei Beni culturali Franz Riccobono.

La penisola di San Raineri è tra le aree della città più ricche di storia ma è rimasta, per decenni, in stato di abbandono. Il presidente della Regione ha ribadito la necessità di restituire fin da subito una prima porzione della zona Falcata ai cittadini messinesi e ai turisti, individuando un’area che possa diventare, in tempi brevi, pienamente fruibile.

“Ognuno – ha detto il governatore – deve fare la propria parte. Noi proponiamo un graduale utilizzo di quest’area. D’altronde se noi pensiamo di aspettare che tutta la zona venga bonificata forse 15 anni non basterebbero. Se si riesce a individuare un’area, che in tempi rapidi possa essere resa fruibile per il pubblico e i turisti, perimetriamola e noi siamo disposti a intervenire sul piano della direzione dei lavori per quanto riguarda le opere di interesse culturale, ma anche con risorse finanziarie. Iniziamo intanto da qualche parte, non si può aspettare ancora anni”.

Nel marzo 2020 il governo Musumeci aveva approvato il Piano di caratterizzazione ambientale per rilevare l’inquinamento nell’area e poter procedere alla bonifica. Dopo la riunione operativa di oggi, la Regione Siciliana continuerà nei prossimi mesi l’attività di verifica sull’esecuzione e sulla tempistica degli interventi, di competenza statale, in tutta l’area.

La penisola di San Raineri è una delle zone di Messina dal più alto potenziale paesaggistico e storico. Qui fu fondata, nell’VIII secolo avanti Cristo, la colonia greca di Zancle, il cui nome derivava dal termine Zanklon, “falce” nella lingua locale, in riferimento alla particolare forma della penisola. Questo insediamento rappresentò il primo nucleo di quella che poi sarebbe diventata la città di Messina.

Ancora oggi, all’interno della zona Falcata, si trova la Real Cittadella, fortezza spagnola dal grande valore storico e architettonico costruita tra il 1680 e il 1686. Anche quest’area, nel corso del tempo, è rimasta però nel degrado tanto che alcune parti sono state trasformate in discariche e nelle vicinanze sono state realizzate costruzioni abusive.

Al periodo del 1500 risale, invece, il Forte del Santissimo Salvatore che oggi appartiene al demanio Militare ed è collocato all’estremità della zona Falcata. La stessa area ospita la stele della Madonna della Lettera e la lanterna del Montorsoli. Nella prima metà del secolo scorso, nell’area si erano insediati anche alcuni stabilimenti industriali oggi per la maggior parte abbandonati.