Spumante, calano le vendite ma il comparto regge

In calo, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il consumo stimato di spumante per le imminenti festività di fine anno:  secondo una ricerca Ovse-Ceves (Osservatorio Centro Studi Economici Vini Speciali), le previsioni si aggirano intorno a 66/67 milioni di bottiglie contro i 75/76 milioni di bottiglie vendute nel 2019.

Un calo, seppur moderato, che tuttavia frena il comparto dopo anni di crescita del settore in cui  tante aziende hanno deciso di puntare sulle bollicine.  Si tratta del dato peggiore degli ultimi 30 anni. L’anno era partito bene: nei primi due mesi del 2020, si era registrato un aumento del 13% in valore e una crescita dell’export del +9% .

La chiusura del canale ho.re.ca, nel primo lockdown ma anche in questa seconda parte dell’anno, cosi come la necessità di limitare le occasioni d’incontro e l’assenza del settore turistico hanno finito per incidere anche sul consumo delle bollicine. Solo negli ultimi 30 giorni dell’anno, secondo Ovse-Ceves,  si registra un danno alla produzione di vini spumanti di 60 milioni di euro e un danno al consumo di oltre 150 milioni di euro.

Nel contesto attuale, tuttavia la performance delle bollicine fornisce degli spunti interessanti.  La  recente ricerca di Ovse-Ceves mette in evidenza una crescita delle vendite online ma anche della Gda. In questo contesto, funzionano bene le spedizioni di confezioni regalo: +14% quelle di sole bollicine.

Anche se a casa e in pochi, dunque c’è sempre un motivo per stappare una bottiglia di spumante.