Assemblea Provinciale di Catania,Saverino: “Serve un piano di azioni concrete indispensabili in un territorio da rifondare moralmente ed eticamente”

“Conoscere le misure e le tante opportunità di sviluppo messe  in campo dall’Europa, dal Governo Nazionale e dal nostro Ministro per il Sud è fondamentale, oggi più che mai,  per il rilancio del nostro Paese, della nostra Isola e per il nostro territorio”. Comincia da qui l’intervento della Presidentessa dell’Assemblea Provinciale di Catania per il Partito Democratico Ersilia Saverino nel corso della video conferenza di ieri sera a cui hanno partecipato il Segretario Regionale Anthony Barbagallo, il presidente della direzione regionale Antonio Ferrante, il vice segretario regionale Renzo Bufalino, il componente della segreteria regionale e sindaco di Troina Fabio Venezia, il segretario provinciale Angelo Villari. Un tavolo virtuale per parlare di tematiche necessarie per il futuro quali Next Generation EU, emergenza sanitaria, parità di genere, politiche integrate a favore delle giovani coppie, piani nido, gestione del governo regionale e naturalmente la Regione Sicilia con i suoi commerci, il suo turismo, la sua industria, le sue eccellenze nei servizi e nelle prestazioni di ogni genere. “La nostra terra ha tante potenzialità- prosegue Saverino- geograficamente è il cuore del Mediterraneo e questo potrebbe farla diventare una potente centralità relazionale nei trasporti internazionali di containers su terra e per mare. Certo occorre valorizzare le infrastrutture del Sud per colmare il gap ed equiparare l’Isola alla Lombardia”. La Sicilia  è anche al centro relazionale, nei collegamenti intensivi, mediante banda larga e fibre ottiche. Da qui la possibilità di innescare e sviluppare attività di servizi e di alte prestazioni nel commercio, nella sanità, nella ricerca, nella formazione e nel turismo. Settori dove la stessa Catania, per anni intesa come la Milano del sud, oggi , tranne che per l’aeroporto, non riscuote più la stessa attrattività di prima nei mercati europei e nazionali. “L’intera provincia etnea- è sempre la presidentessa a parlare- ha perso la sua identità. Non siamo più rappresentativi e manca la centralità commerciale, finanziaria, universitaria, tecnica, agricola, industriale e culturale che ci aveva contraddistinti in passato. Oggi ci sono solo poche realtà che fanno una fatica enorme a continuare ad esistere. Catania poteva essere una centralità nella centralità della Sicilia con un piano di azioni concrete e con regole certe indispensabili in un territorio da rifondare moralmente ed eticamente. Oggi manca al Capoluogo Etneo una guida salda visto che la città si è abbrutita. Manca quel confronto che parta dal basso con persone che si riuniscano non per criticare e distruggere ma per costruire. Ci vogliono adesso proposte concrete: Qual è il nostro sviluppo? Perché investire nel nostro territorio? Ecco, io credo che si debba ripartire da questo”.