Natale 2020 con le mascherine ma “osiamo il sogno” di toglierci le maschere

In questi giorni, in maniera diversa rispetto agli anni scorsi, per via delle limitazioni imposte dal covid19, il vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli – online e quando possibile di presenza, a piccoli gruppi, sta moltiplicando incontri e momenti di riflessione in vista del Natale 2020.

Gli appuntamenti

Su piattaforma ha già incontrato gli insegnanti di religione cattolica, i responsabili di associazioni, movimenti ecclesiali e comunità. Domenica sera un incontro e scambio di testimonianze con le famiglie della diocesi e lunedì, a partire dalle 19.30, in diretta streaming sui profili della Pastorale giovanile diocesana, i giovani della Diocesi.

Nel pomeriggio di oggi mons. Fragnelli incontrerà alcuni sacerdoti anziani accolti nella casa “San Pio X” a Valderice, domani celebrerà la Santa Messa alle ore 10 presso il centro diurno “Casa famiglia Domenico Amoroso” a Trapani e sabato pomeriggio presso la parrocchia “Nostra Signora di Fatima” incontrerà i responsabili “pastorali” dei gruppi del Rinnovamento nello Spirito mentre domenica pomeriggio presso l’istituto dell’Incoronata appuntamento con le religiose attraverso le delegate del consiglio diocesano dell’USMI, l’organismo che riunisce le responsabili degli ordini religiosi femminili in Diocesi.

Martedì il vescovo incontrerà anche fratel Biagio Conte a Calatafimi-Segesta e mercoledì 23 alle ore 10 andrà in carcere per celebrare la Santa Messa di Natale con i detenuti e il personale della casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani. Nel pomeriggio del 23 a partire dalle 19 un appuntamento in diretta televisiva sui canali di Maria Vision, che trasmette in diverse parti d’Italia, per un concerto-meditazione dal titolo “Cantiamo la Speranza”.

Giovedì 24 dicembre il vescovo presiederà la veglia di natale alle ore 19 presso la Cattedrale “San Lorenzo”.

Lo Spirito del Natale: aprirsi la speranza senza paura di toccare ‘la caduta degli dei’ che la pandemia ci sta facendo vivere

“A Natale usiamo le mascherine per proteggere gli altri e noi stessi ma osiamo il sogno di toglierci ogni maschera per guardare il volto delle persone, con la loro fragilità e dignità – dice il vescovo che in questi giorni sta approfondendo in un percorso corale alcuni temi degli Orientamenti pastorali “I volti della speranza. La breccia e il grembo per pensare insieme questo tempo”.

In questo Natale così particolare siamo chiamati a concentrare la nostra riflessione su tre aspetti: intanto sul dono che ogni persona rappresenta: soprattutto chi è provato da ogni forma di povertà, dalla disabilità o dal disorientamento. Quindi sull’importanza di riscoprire il senso autentico ed essenziale della comunità. È Natale se riaccogliamo il presepe come proposta di vita comunitaria dove sono riconciliati tutti gli esseri umani, di qualsiasi censo e cultura, le diverse generazioni, dove s’incontrano tradizione presente e futuro, dove possiamo scorgere la centralità del creato e del mondo invisibile e soprannaturale. Non siamo Comunità se c’è separazione tra mondo sensibile e mondo spirituale.

Infine – aggiunge mons. Fragnelli – siamo chiamati a riscoprire il valore cristiano della speranza, un senso che possiamo davvero darci nel momento in cui accettiamo la sfida del disorientamento e tocchiamo quel senso del vicolo cieco e ‘la caduta degli dei’ che questa pandemia ci sta facendo vivere. Nessun valore assolutizzato ci salva, nessun diritto umano idolatrato porta un reale arricchimento del genere umano. La speranza è quell’ argento vivo che vorremmo scoprire come pienezza dell’umano e pienezza del trascendente”.