Lo chef Francesco Bonomo è “Custode dell’identità territoriale”

Lo chef marsalese Francesco Bonomo è recentemente divenuto “Custode  dell’identità territoriale”  con un riconoscimento assegnatogli dalla Libera Università Rurale che lo premia così per la sua  intensa attività di promozione  e valorizzazione della ricca cucina tradizionale siciliana e dei prodotti tipici locali, obiettivo che Bonomo porta avanti in abbinamento  all’utilizzo di nuove tecniche di preparazione e cottura acquisite e perfezionate nel corso del tempo.

Il ruolo di “Custode dell’identità territoriale”è uno degli steps del percorso Borghi GeniusLoci De.Co.  nato con l’obiettivo di mettere in relazione elementi basilari come  territorio, tradizioni, tipicità, tracciabilità e trasparenza per salvaguardare e valorizzare l’arte culinaria  locale dal rischio di uniformazione dei sapori e dei prodotti, conseguente al fenomeno della globalizzazione.

Non è il primo riconoscimento che lo chef Francesco Bonomo  porta a casa.

Dopo aver conseguito il diploma presso l’istituto alberghiero di Erice, Bonomo ha proseguito il suo percorso di formazione con una serie di esperienze che lo hanno portato a viaggiare a lungo in Italia e oltre: Madonna di Campiglio, Lago di Garda  e Nord Europa. In ognuno di questi luoghi, lo chef Bonomo ha avuto la possibilità di  collaborare con grandi maestri ed  exsecutive chef arricchendo così il suo bagaglio professionale ed ampliando le sue conoscenze.

Nel 2004  decide di ritornare nella sua terra d’origine, in Sicilia, iniziando a collaborare con importanti realtà del territorio. Nel corso del tempo, Bonomo ha avuto esperienze anche nel settore del catering e degli eventi, diventando uno chef freelance, professione che svolge ancora oggi. Alla base del suo lavoro, una sapiente miscela di tradizione e innovazione.

Nel 2019 arriva un importante traguardo: Francesco Bonomo diventa Campione regionale del “Cous Cous World Championship”. Successivamente entrerà a far parte della squadra italiana al mondiale di San Vito lo Capo vincendo il premio Giuria Popolare per il “Miglior cous cous”.

Nell’ottobre dello stesso anno, si aggiudica il premio Wine Up di Marsala con un primo della tradizione tipica marsalese rivisitato in chiave moderna.