Marsala. Il portavoce del Sindaco. Anno nuovo, nuovi sprechi: la spending review al contrario

Fin dal mio insediamento ho posto l’ascolto e il dialogo con i cittadini al centro dell’azione della mia amministrazione, al fine di comprenderne le esigenze e di poter dare risposte concrete e condivise. 

[…… ]Al fine di poter assolvere al suo ruolo in maniera efficace, il primo cittadino deve quindi essere capace di raccogliere informazioni, intercettare umori e comunicare scelte e orientamenti in maniera efficace e il più celermente possibile alla collettività.

[…. ]ho deciso di dotare il mio staff di una figura prevista dalla legge 150/2000 denominata Portavoce del Sindaco per il quale curerà il rapporto quotidiano con i media e le varie espressioni della società, in sinergia con il lavoro dell’Ufficio Stampa del Comune e con quello della struttura di comunicazione di prossima creazione.

[……] per la programmazione di un mix di strumenti di comunicazione (web, social network, grafica, portale informativo, stampa, ecc.) adattando i contenuti e le modalità di intervento, di volta in volta, al mezzo che si intende utilizzare.

A ricoprire l’incarico di Portavoce del Sindaco, alla luce dell’esperienza nel campo della comunicazione ed editoriale e della sua conoscenza del tessuto economico, sociale e politico della città, ho chiamato il dott. Renato Polizzi” – così si apprende dalle dichiarazioni dell’esonerato ufficio stampa del Comune.

Importante sottolineare la parole come “rapporto quotidiano con i media e le varie espressioni della società”, “mix di strumenti di comunicazione (web, social network, stampa)”: parole che giustificano il fatto che il Primo Cittadino stia assumendo tale Portavoce e stia rimodulando l’informazione istituzionale, per far sì che il lavoro dell’amministrazione venga diffuso il più possibile, così che ogni cittadino possa rendersi conto quanto lavoro si svolga durante questi cinque anni amministrativi.

Ma l’incoerenza è figlia dell’ipocrisia: proprio alla vigilia di capodanno, poche ore dopo l’annuncio della nuova struttura di comunicazione, nel suo discorso di fine anno, il Sindaco di Marsala ha ribadito più volte come l’amministrazione comunale prediliga “gli esempi, le testimonianze positive, di chi si è distinto con iniziative, seppur in maniera silenziosa. Tanti cittadini hanno lavorato in questa direzione senza apparire molto. [………] Questo riconoscimento noi vogliamo assicurarlo a tutti questi cittadini che si sono distinti in maniera esemplare, e spesso e volentieri nel silenzio”.

Quindi da un lato si predilige la totale diffusione del lavoro svolto, su ogni tipo di mezzo di comunicazione, dall’altro però vengono prediletti coloro che fanno le cose nel silenzio.

Incoerenza o indecisione o ipocrisia?

Ritornando alla figura del Portavoce, questo ha un costo pubblico di 30 mila euro l’anno, corrispondenti a 2.500 euro al mese, pagato con le tasse che i marsalesi versano copiosamente nelle casse comunali.

Rammentiamo però che il Comune di Marsala è uno dei pochi comuni italiani che può vantare di ben due addetti stampa, entrambi iscritti all’ordine dei giornalisti.

Quindi, per evitare un continuo sperpero di fondi comunali, perché non spendere dove serve: i servizi ai cittadini.

Non bastava la folta squadra di esperti, la cosiddetta governance, ad affiancare tutte le figure istituzionali? E’ davvero così necessaria la figura del portavoce?

Sembra che stiamo assistendo ad un parallelo con il Governo che ci rappresenta: a Marsala, così come nello Stato Italiano, abbiamo una task force, una squadra di illustri ed esperti, e così come al Governo, abbiamo Giuseppe Conte (alias Massimo Grillo) e Rocco Casalino (alias Renato Polizzi).

E’ vero che, come detto dal Primo Cittadino, “al fine di poter assolvere al suo ruolo in maniera efficace, il primo cittadino deve quindi essere capace di raccogliere informazioni, intercettare umori e comunicare scelte e orientamenti in maniera efficace e il più celermente possibile alla collettività” , così da essere quanto più in contatto con la cittadinanza, ma non necessita forzatamente di una figura da affiancare, per fare quanto citato.