Parcheggio selvaggio a Catania. Ersilia Saverino: “La gente, esasperata, costretta a soluzioni “artistiche” per non ritrovarsi bloccata dentro casa”

Un cartello “fai da te”, appoggiato ad una sedia, con un avviso di lasciare libera la scivola per il passaggio dei mezzi di una abitazione privata. Eccolo l’ultimo sistema di alcuni cittadini per cercare di arginale l’annoso problema del parcheggio selvaggio a Catania. Una piaga che non si è fermata nemmeno con la zona rossa e la conseguente limitazione del traffico quotidiano. Atteggiamenti e comportamenti incivili che, tanto in periferia quanto al centro della città, riguardano tutti i quartieri di Catania. Da anni, prima come consigliera comunale ed ora come Presidentessa dell’Assemblea Provinciale di Catania per il Partito Democratico, mi sono battuta per cercare di trovare quelle soluzioni percorribili per limitare una situazione che nel capoluogo etneo ha superato i livelli di guardia. Auto parcheggiate davanti alla porta delle abitazioni, sulla pista ciclabile, sulla scivola per disabili, sulle strisce pedonali e molto altro ancora.

Capitolo a parte spetta poi alla doppia fila con autobus e addirittura mezzi di soccorso bloccati, in piena emergenza, perché non riescono a passare. Ci auguriamo che con l’incremento del personale della polizia municipale questo problema possa risolversi ma è indubbio che, alla base di tutto, manca un piano viario adeguato che tenga conto delle varie esigente dei tanti territori cittadini così diversi tra loro. Serve una politica integrata dove, accanto alla divisa e alle sanzioni amministrative, si possa sviluppare una politica dei parcheggi e dell’incentivazione del mezzo pubblico come l’autobus o la metropolitana.