Sono passati ventinove giorni dall’inizio del presidio a Irosa per i 133 Comuni montani siciliani

Sono passati ventinove giorni dall’inizio del presidio a Irosa per i 133 comuni montani siciliani che chiedono a gran voce che vengano istituite le Zone Franche Montane che defiscalizzerebbero le attività economiche e imprenditoriali che si trovano sulle zone alte della Sicilia, ma allo stato attuale la legge è bloccata in Senato e si aspetta che il parlamento riprenda la sua attività ordinaria – dopo il lavoro straordinario sull’emergenza sanitaria – per sbloccare l’iter che dovrebbe portare il disegno di legge a diventare legge. Oggi al presidio oltre agli amministratori e sindaci dei comuni di Troina ed Erice è arrivato il senatore Cristiano Anastasi.

«Ho avuto il piacere di conoscere il comitato che si batte per l’istituzione delle zone franche montane. – dice il senatore Anastasi – La fiscalità di sviluppo siciliana, unica sul territorio nazionale, permetterà il mantenimento e lo sviluppo delle comunità montane, che sono presidio sul territorio, ricchezza per le genti del posto e occasione di crescita economica del nostro Paese attraverso le attività agricole, turistiche e artigianali che sono uniche e invidiate dal resto del mondo.
 Mi farò garante e stimolo per il buon esito al Senato della legge, che al momento comunque non presenta criticità».

«Oggi più che mai serve un’accelerazione nel processo di approvazione della legge sulle zfm. – dice dal presidio Fabio Venezia, sindaco di Troina – La deputazione nazionale siciliana di ogni schieramento deve farsi carico di calendarizzare la legge e procedere all’approvazione nei due rami del Parlamento. Il rilancio economico delle terre alte deve costituire una priorità nazionale».

«Siamo qui a ribadire l’importanza di uno strumento di fiscalità di sviluppo che l’istituzione delle ZFM avrebbe nei territori che vivono drammaticamente il fenomeno dello spopolamento – dice dal presidio Gianni Mauro, vice sindaco di Erice – Oggi più che mai e necessario che i comuni montani ritornino ad assolvere il loro importante ruolo di salvaguardia di territori unici ricchi di tradizioni e bellezze architettoniche e paesaggistiche, che nel tempo è stato mortificato e privato anche dei servizi essenziali come scuole e ospedali. Insomma servizi primari oggi negati e che hanno conseguentemente spopolato territori».

«Per i nostri paesaggi – dice Vincenzo Lapunzina, coordinatore del comitato promotore delle ZFM – già indeboliti dalla fuga dei giovani, isolati per la precarietà della viabilità, difficili da vivere per la carenza dei servizi sanitari, a tutto questo si è aggiunta la pandemia mondiale che ha dato un’ulteriore mazzata al turismo, a questo punto per noi la legge sulle ZFM diventa una legge di sopravvivenza nella speranza che i nostri Comuni non scompaiano, prospettiva che in questo momento storico sembra essere inesorabile».