Identità Siciliana: “cosa sta dimostrando la politica? A Roma l’assalto ai 209 miliardi e a Palermo si fanno fuori le donne”

Abbiamo sempre sostenuto la pochezza della nostra classe politica e di questo limite penalizzante ne abbiamo continue testimonianze. Proprio in questi giorni assistiamo a un teatrino indecente in un momento e in un contesto in cui, a causa della pandemia, abbiamo, quotidianamente e da troppo tempo, centinaia di morti, una crisi economica sempre più drammatica e di conseguenza un disagio sociale che rischia di esplodere.

In una tale condizione quali segnali arrivano dal mondo politico? Continui litigi, ultimatum, minacce di crisi.

Quello che offende l’intelligenza di noi cittadini è che i protagonisti principali di questa vergognosa sceneggiata, con la complicità più o meno occulta di altre forze e poteri economici, vorrebbero farci credere che il tutto è finalizzato al bene degli Italiani. Sfugge a questi signori che ormai tutta l’Italia sa che la vera battaglia che si sta consumando è l’assalto ai 209  miliardi che l’Europa, così tanto vituperata da alcune forze politiche, ha assegnato al nostro Paese perché possa non affondare con conseguenze tragiche per tutti.

Questo assalto alla diligenza ha poco a che vedere con il futuro dell’Italia e tanto, tantissimo, con la ferma volontà di mettere le mani nella gestione del tesoro. Per quale motivo lo vogliano lo si lascia alla libera interpretazione di ciascuno.

Se questi sono i segnali che vengono a livello nazionale, che succede a livello regionale dove la situazione è ancora più preoccupante?

Uno degli ultimi atti del governo regionale è stato quello di far fuori dalla Giunta l’unica donna presente per far posto, pare, a un politico trombato nelle ultime tornate elettorali agrigentine. Il commento del neoleghista, transfuga dall’UDC, Figuccia è stato un’espressione sessista, ormai diffusa sui social e sulla carta stampata e, quindi, arcinota per cui ci si limita a dire che è molto coerente con lo spessore del personaggio. E allora, in un momento così pesante e triste che stiamo vivendo, sono questi i comportamenti che ci si aspetta dalla politica sia a livello nazionale che regionale?

Certamente no. E allora bisogna forse che ciascuno si chieda: è vero che la classe politica è di questo livello,

ma siamo sicuri che la responsabilità appartenga solo a loro?

Questi politici vengono calati dal cielo, o siamo noi che nel segreto dell’urna li eleggiamo anche se poi ci vergogniamo di ammetterlo? Siamo ancora in democrazia, quindi volenti o nolenti, dobbiamo ammettere che sono espressione nostra. È triste dirlo, ma abbiamo quello che ci meritiamo!

Per fortuna segnali positivi arrivano dai giovani, dalle donne e da parte di tanta gente che ormai è al limite della sopportazione. Il nostro movimento politico IDES in pochissimo tempo ha registrato migliaia di adesioni. Dopo l’operazione politica del rimpasto nella Giunta regionale e la misera e triste considerazione dell’onorevole (sic!) Figuccia, su iniziativa di 8 giovani donne, che non hanno inteso sopportare simili provocazioni, hanno costituito un gruppo spontaneo e volontario che in pochissimi giorni ha superato di gran lunga le 500 unità che avevamo previsto e sono già oltre 4000.

Le promotrici hanno voluto denominare il gruppo le “Siciliane” e considerato che il nostro movimento è IDENTITÀ SICILIANA (IDES), si può facilmente intuire quale possa essere la nostra soddisfazione nel costatare che l’orgoglio di appartenenza, di essere cittadini di quest’isola, così spesso offesa e vituperata, è patrimonio diffuso e che, quindi, ci sono le condizioni per iniziare un nuovo percorso a cominciare dalla completa attuazione del nostro statuto speciale e del superamento di alcune leggi penalizzanti per il sud e vigorosamente sostenute da forze politiche nordiste che ne hanno i benefici.

Cesare Riggi

Consigliere IDES Identità Siciliana