Agroecologia, sollecitata approvazione dei ddl

Attraverso una lettera inviata sia al Presidente della Regione, Nello Musumeci, che ai deputati siciliani, le associazioni Aiab Sicilia, Rete Fattorie Sociali Sicilia e i Biodistretti Eolie, Valle del Simeto, Borghi Sicani e Terre degli Elimi hanno espresso il proprio parere favorevole all’applicazione, in Sicilia, di misure a sostegno dell’agroecologia, termine dal vasto significato che si riferisce allo studio del rapporto fra coltivazioni agricole e ambiente.

Sull’argomento esistono già dei disegni di legge il cui iter è stato avviato all’Ars: il disegno di legge n. 533 sull’agroecologia (“Azioni a difesa della salute, dell’ecosistema, della biodiversità e della qualità dei prodotti agricoli siciliani”) abbinato al ddl n. 394 (“Disposizioni per la promozione, diffusione e ricerche di tecniche per l’agricoltura di precisione ed uso sostenibile delle risorse in agricoltura. Azioni a difesa della salute, dell’ecosistema, della biodiversità e della qualità dei prodotti agricoli siciliani”) e  alla proposta di legge  n.705 “Norme per lo Sviluppo e la tutela dell’agricoltura biologica”.

Le associazioni ne sollecitano ora l’approvazione con l’obiettivo di proteggere e valorizzare le aziende che sull’isola hanno avviato un percorso in tal senso ma anche, guardando oltre, di fare in modo che l’isola, prima di altri, si metta al passo con gli obiettivi dell’Agenda 3000 e con il “Farm to Fork”, il piano decennale voluto dall’Europa per spingere verso un sistema alimentare più sostenibile e con minore impatto sui Paesi Terzi.

Per la Sicilia, che è già un rilevante produttore di biologico,la valorizzazione di  un approccio agroecologico rappresenterebbe un ulteriore passo in avanti verso una maggiore sostenibilità.

“Ciò che chiediamo – scrivono le associazioni – è la riconversione agroecologica del sistema agroalimentare siciliano e il consolidamento del sistema dell’agricoltura biologica che è il sistema di certificazione ad oggi riconosciuto a livello nazionale, europeo e mondiale”.

A questo, evidenziano inoltre le associazioni, andrebbe associato il riconoscimento dei biodistretti che “permetterebbe di programmare un piano d’azione regionale di sviluppo che a oggi è assente” – si legge nella lettera.