Palermo e Trapani zone rosse, Cisl: “servono misure concrete per lavoro ed economia”

“I dati del contagio sono allarmanti nelle nostre città, richiamiamo tutti al buon senso, perché la tutela della salute oggi deve avere la priorità. Bisogna conciliarla però con il tema del lavoro, e con interventi forti contro la crisi, servono misure shock per dare la scossa ai nostri territori di Palermo e Trapani, altrimenti non ci sarà più possibilità di risollevarsi”. Così il segretario generale della Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana, è intervenuto sulla situazione della diffusione del contagio da Covid e sulle questioni legate al lavoro e all’economia, durante una intervista che ha aperto il nuovo ciclo di appuntamenti online con il settimanale del sindacato #NoiCislSiamo, Dirett@mente al Tuo fianco. Dedicato al mondo dei servizi di enti, associazioni e federazioni della Cisl Palermo Trapani, il periodico viene trasmesso sui social del sindacato ogni lunedì alle 11. “Sarebbe una scelta difficile  e sofferta l’ipotesi di varare una zona rossa, una sorta di lockdown a livello provinciale, ma se la situazione dovesse restare così complessa e preoccupante anche per via del nostro sistema sanitario ingolfato, sia chiaro che a quel punto bisognerà di conseguenza approvare serie misure compensative per chi a causa dello stop delle attività, sta perdendo fin troppo ma deve comunque pagare le spese di gestione e le tasse; e a tutela di tutti i lavoratori soprattutto le categorie più fragili come i precari”. La Piana ha poi aggiunto: “contestualmente bisogna intensificare i controlli sul rispetto delle norme anticovid soprattutto nei centri storici delle nostre città”. Sui temi economici: “servono investimenti reali, programmare dunque i fondi del Recovery fund con progetti nelle nostre città che però devono partire subito, e quindi bisogna dotare gli uffici pubblici di progettisti e figure tecniche adeguate per far partire i cantieri. Il blocco dei licenziamenti che scade a marzo, va prorogato così come la cassa integrazione Covid. E poi bisogna puntare sulla medicina territoriale, in quasi un anno di pandemia, non ci risultano grossi interventi sui singoli territori dove si paga ancora il prezzo altissimo di scelte sbagliate nel passato con tagli indiscriminati. Serve inoltre pensare a quella che è una emergenza alla quale si da poco conto, ma che invece sta diventando molto reale e pesante per molte persone: i devastati effetti psicologici della pandemia, e dunque con figure professionali che possano affiancare gli operatori sanitari anche magari con un sistema di convenzioni”. Politiche sociali, poi con interventi reali sulla non autosufficienza e certezza sui tempi della campagna di vaccinazione, le principali priorità poste dal sindacato. “Bisogna accelerare con i vaccini soprattutto per tutte le categorie di lavoratori più esposti, i servizi essenziali, la scuola, il commercio, i trasporti e la raccolta rifiuti, del servizio elettrico, e tanti altri che ogni giorno rischiano il contagio”. “Qualunque sia la strada che sarà perseguita per frenare i contagi – conclude La Piana –, bisogna associare seri e immediati aiuti economici e mirati al rilancio, che non possono non passare da piani strategici per le nostre città che vanno condivisi fra tutte le parti politiche, parti sociali, mondo imprenditoriale ed economico. Perché questo è il momento dell’unità di intenti e della condivisione, oggi devono prevalere gli interessi di tutta la comunità”.