Il settore della ristorazione tra proteste e nuove opportunità

Empty glasses set in restaurant. Part of interior

Torna a protestare il settore della ristorazione, uno dei più colpiti dalle misure anti-Covid resesi necessarie per contenere la diffusione del virus.

Il 15 gennaio scade l’attuale Dpcm e, per il prossimo in fase di definizione, si prospettano possibili ulteriori restrizioni che hanno l’obiettivo di evitare assembramenti anche al di fuori dei locali. Motivo per cui, tra le misure possibili c’è, ad esempio, anche il divieto di asporto per i bar dopo le 18.00.

Perdita di fatturato e preoccupazione per il futuro stanno facendo nascere, in più parti d’Italia, manifestazioni  che mettano in risalto, in maniera pacifica, il disagio della categoria.

Tra queste, si sta diffondendo in questi giorni, quella, nata sui social, sotto il segno dell’hashtag #ioapro. Il 15 gennaio potrebbero così esserci ristoranti che apriranno i battenti, senza servire nulla a coloro che vorranno sedersi al tavolo.  

Allo stesso tempo, sempre all’interno del settore, c’è chi cerca nuove strade per trovare comunque il modo di lavorare. 

In considerazione dell’attuale situazione sono molti gli operatori del settore che stanno pensando di modificare la propria attività puntando sempre più sull’asporto. In futuro dunque potrebbero crescere attività di gastronomia rispetto a quelle legate alla ristorazione classica.

Secondo una ricerca effettuata  da Whole Foods per conto di TheFork, il 60%  delle attività di ristorazione, nel 2020, ha fornito servizi di asporto, il 48% consegna a domicilio e il 23% ha venduto i propri prodotti. Più dell’80% dei ristoratori ha usato social media, mail e internet in generale per dialogare con la propria community.

Si tratta di cambiamenti strutturali o legati al momento storico attuale?

La ricerca di The Fork evidenzia anche che, per quasi il 60%, si è trattato per lo più di un modo per rimanere in contatto con la clientela con ritorni non sempre soddisfacenti dal punto di vista economico.

Se da un lato, è indubbio che non appena possibile i ristoranti torneranno ad assolvere alla loro funzione sociale, dall’altro è anche altrettanto plausibile che il delivery si confermi come una tendenza che potrebbe rimanere tra le abitudini dei nuovi consumato