Cgil Palermo, un progetto di ricostruzione e sviluppo industriale per la città e l’approvazione della legga sulle Zone franche montane

“La situazione di crisi economica che a Palermo e provincia dura da anni, e alla quale si aggiungono gli effetti della crisi pandemica, presuppone un progetto non più rinviabile di ricostruzione e sviluppo industriale, culturale e ed economico che sappia coniugare e non contrapporre il tema delle emergenze – rifiuti, cimiteri, manutenzioni ordinarie e straordinarie, mobilità, servizi  – e la loro soluzione con quello della crescita e dello sviluppo”.
    Inizia così l’ordine del giorno approvato oggi dal comitato direttivo della Cgil Palermo, con l’obiettivo di  rafforzare la mobilitazione e le iniziative sindacali della confederazione e delle sue categorie  con al centro le  principali vertenze della città. 
    La Cgil Palermo chiede inoltre l’apertura di un tavolo di confronto  stabile con l’amministrazione comunale, anche per promuovere  un confronto pubblico con le forze produttive, politiche, culturali e sociali sul futuro della città.  “L’obiettivo deve essere rendere Palermo e la sua area metropolitana una città moderna, green, smart e circolare e per questo occorre non perdere l’occasione storica dei finanziamenti del Recovery Fund, che potrebbero cambiare il volto alla città e determinare un aumento strutturale in termini quantitativi e qualitativi dell’occupazione”.
   Le responsabilità dell’arretramento della città ricadono, secondo il comitato direttivo della Cgil Palermo, su tutti i livelli istituzionali, “cittadino, regionale e nazionale”.  E adesso servono le risposte, che in questi anni non sono arrivate.
  Il comitato direttivo della Cgil Palermo reputa  preoccupante la crisi che attraversa la città anche per la mancanza  di una visione progettuale strategica per Palermo che in questa fase “appare sfocata”. “Particolarmente preoccupanti – è scritto nel documento approvato – sono il taglio al budget delle società partecipate, i ritardi inaccettabili su opere finanziate da anni come il Ponte Corleone e la riqualificazione della Costa Sud, l’aumento della tassazione  a discapito dei cittadini senza un corrispettivo miglioramento dei servizi”.
   Per la città –  sostiene ancora la Cgil Palermo – non servono iniziative  finalizzate a introdurre elementi di conflitto  che possono  determinare ulteriori ritardi nella realizzazione di un’opera   – come nel caso del Tram, diventato oggetto di scontro politico in consiglio comunale – ma serve una “visione d’insieme che coniughi  infrastrutture, sviluppo economico, lotta alla povertà, sostenibilità ambientale  e una macchina amministrativa efficiente”.
   In un secondo ordine del giorno, la Cgil Palermo esprime contrarietà  nei confronti dell’individuazione di un’aera di stoccaggio di rifiuti nucleari all’interno del Parco delle Madonie  e si riserva di partecipare alla consultazione pubblica,  in quanto portatore di soggetti generali, e di organizzare  un’iniziativa di protesta  in raccordo con istituzioni, associazioni, lavoratori e cittadini. Di contro, la Cgil chiede  di accelerare sulle misure a sostegno dell’economia del territorio, garantendo l’approvazione della legge sulle Zone Franche Montane, strumento utile anche per attrarre nuova imprenditoria. “Ci aspettiamo un piano di interventi che tutelino e rilancino l’economia del nostro territorio, oramai desertificato dal punto di vista produttivo, attraverso la creazione di posti di lavoro  nonché il varo di strumenti normativi che consentano al nostro  tessuto produttivo di risollevarsi e garantire ai nostri giovani un’alternativa diversa da quella dell’emigrazione verso il nord Italia o altri Paesi europei”.