Agricoltura, crescono le imprese giovanili. Sicilia prima fra le Regioni italiane

Sono aumentati in Italia i giovani che scelgono di dedicarsi al settore agricolo. Secondo un’indagine di Coldiretti, basata sulle iscrizioni al registro delle Imprese di Unioncamere, nel settembre del 2020 erano più di 55mila le aziende italiane del settore agricolo gestite da under 35: un aumento del 14% rispetto a 5 anni fa.

Ciò fa della nostra penisola, il Paese europeo con il maggior numero di imprese giovanili nel settore. Tra le Regioni italiane, poi è la Sicilia a farla da padrona. Un risultato, probabilmente frutto anche dei Piani di Sviluppo rurale e delle agevolazioni per l’insediamento di giovani agricoltori.

Proprio in Sicilia, ad esempio, nel 2020  grazie alla misura 6.1,  sono stati erogati 25,5 milioni di euro a 1.267 giovani nuovi imprenditori.

Ma potrebbe anche trattarsi di un trend nuovo, effetto collaterale della crisi economica e della necessità di reinventarsi o anche di una maggiore sensibilità dei consumatori verso i prodotti Made in Italy, il Km zero e la sostenibilità ambientale.

Quale che sia la motivazione, la sempre maggiore presenza di giovani in agricoltura  apre ad un approccio più moderno ed innovativo sia nelle tecniche di produzione che nelle strategie di commercializzazione.

Non è un caso che, sempre come evidenziato da Coldiretti, su 10 aziende gestite da  under 35, sette di queste operano in attività che vanno dalla trasformazione dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, attività ricreative o di carattere sociale, la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

La capacità di innovazione e di crescita multifunzionale, evidenzia Coldiretti, porta le aziende agricole dei giovani ad avere performance significative: una superficie superiore di oltre il 54 % rispetto alla media, un fatturato più elevato del 75 % della media e il 50 % di occupati per azienda in più.

Tra i nuovi imprenditori agricoli ci sono ovviamente molti che hanno scelto di continuare l’attività di famiglia ma anche, in maniera innovativa rispetto al passato, giovani che si cimentano in agricoltura per la prima volta abbandonando attività legate ad altri settori.

Una scelta decisa che, in tempi di crisi, si profile come nuova opportinutà, quella di un’agricoltura più consapevole, più attenta alle dinamiche locali e globali .