TaorminaFilmFest,Fallanca: “Lascio un Festival riabilitato e rinnovato”

Sono sorpreso e sinceramente commosso per le numerose attestazioni di stima e di gratitudine che ho recentemente ricevuto – di seguito alla cessazione della mia collaborazione con il TaorminaFilmFest – da parte di numerosi operatori del settore e di alcuni illustri ospiti che non mi hanno fatto mancare il loro supporto e la loro partecipazione. Attestazioni di affetto per le quali non posso esimermi dal ripercorrere, in queste poche righe, gli anni di esperienza taorminese.

Da sempre, quello di Taormina è il festival cinematografico che amo, dove mi sento a casa. E sarò sempre onorato di averne diretto con apprezzati risultati la Produzione, seppur in un così delicato e incerto momento storico. Adesso, grazie al lavoro svolto in questi ultimi anni, ritengo di aver consegnato un evento riabilitato, rinnovato, innovato, pur nella tradizione di una insolita formula generalista che costituisce un unicum nel panorama delle manifestazioni estive. Il Festival è – e sarà sempre – di chi lo ama e, soprattutto, di chi ne conosce il valore, il potenziale, le peculiarità, le contraddizioni.

In un contesto non certo privo di asperità, il TaorminaFilmFest è, infatti, ben più che un periodico ritrovo balneare di casuali celebrità nazionalpopolari destinate all’occasionale e ondivago pubblico di un noto polo di attrazione turistica. Taormina, con la sua prestigiosa storia, necessitava disperatamente di certezze: di un’identità che ne caratterizzasse il contenuto e la confezione attuale.

Sin dal primo momento, con la preziosa consulenza del decano festivaliero Franco Cicero, è stata, quindi, mia premura rimettere al centro dell’operazione il recupero di una linea editoriale – inerente a sezioni, palinsesti e premi – solida, competitiva e interamente disciplinata che, unitamente ai reintrodotti premi della storica Rassegna, è stata poi espressamente richiesta dalla Fondazione Taormina Arte in sede di Avviso pubblico di sponsorizzazione per la progettazione, l’organizzazione, la gestione e la promozione dell’evento per il triennio 2020-2022. E, come risulta agli atti, proprio in forza di questa mia attenta e congrua opera di redazione e progettazione preliminare, al termine del precedente mandato, l’attuale produzione del Festival si è vista riconfermata a pieno titolo alla guida dell’evento, con ampio scarto sulle concorrenti, anzitutto per la qualità dell’offerta tecnico-artistica proposta, conseguendo rilevanti attribuzioni da parte del MiBACT in esecuzione ai bandi Promozione dell’ultimo biennio.

Muovendo da questo percorso di legittimazione, si è, quindi, provveduto alla redazione delle regolamentazioni e dei contenuti di una più organica, trasparente e accessibile comunicazione sui canali web ufficiali, oltre all’attivazione di un capillare e autonomo dialogo con accreditate realtà esterne che, nel 2019, ha rinsaldato i rapporti di mediapartnership, ha fatto registrare il più significativo incasso al botteghino con l’anteprima europea di “Spider-man: Far from Home” in un Teatro Antico gremito, ha contrassegnato nel medesimo sito archeologico quella assoluta di “Cruel Peter” del regista siciliano Christian Bisceglia, e, nel 2020, favorito i contatti, gli inviti e le presenze di talent premiati, di ospiti e testimonial internazionali. Si è, solo così, potuto compiere quel miracolo che – all’indomani della riapertura e in formula ibrida – ha visto confezionata in appena venti giorni una reinventata 66ma edizione, diretta, nel segno dell’eccellenza siciliana, da Leo Gullotta & Francesco Calogero. Il quale, grazie anche alla presenza al MIA di Roma, all’EFM di Berlino e al Marché du Film di Cannes, ne ha con appassionata dedizione curato l’articolata selezione delle 42 anteprime presentate, di cui 11 extraeuropee.

La scongiurata soluzione di continuità con standard qualificati e le due serate sold-out al Teatro Antico hanno, probabilmente, fatto ricondurre alla normalità la portata di un dato che è, invece, decisamente rilevante: Taormina ha avuto l’unico Festival sul territorio nazionale ad aver visto, alla data del 19 luglio dell’infausto 2020, un così massiccio dispiegamento di ospiti internazionali del calibro di Emmanuelle Seigner-Polański – magnifica interprete di quel “J’Accuse” Gran Premio della giuria a Venezia nel 2019 –, l’istrionico 4 volte candidato all’Oscar Willem Dafoe, per non parlare di Nikolaj Coster-Waldau – iconico protagonista di Game of Thrones – e del nostro 3 volte premio Oscar Vittorio Storaro. Tutti pronti a rispondere con entusiasmo al mio più genuino invito, sedotti dal fascino essenziale e magico di Taormina e del suo impareggiabile millenario sito archeologico.

Conservo, soprattutto, la soddisfazione di aver caratterizzato il Festival, nel 2019, con il primo autentico red carpet della sua storia: in pieno giorno e allo sguardo dei passanti, la magnifica Piazza IX Aprile, con l’affaccio panoramico sulla baia di Naxos, è stata protagonista di suggestivi photocall, che – con il consenso dell’amministrazione comunale – hanno coinvolto i tanti residenti ospiti della città di Taormina.

Alla qualità della programmazione, degna del prestigio della competizione, ritengo abbia corrisposto un notevole sforzo produttivo segnato da una devozione personale per l’evento. Nonostante il sopraggiungere di un clima ostico e, per certi versi, incerto e indolente.

Consapevole e fiero dei risultati così ottenuti, non posso non godere della soddisfazione di consegnare oggi una realtà riqualificata, valorizzata nei contenuti e nella forma. Al di là di obiettive discontinuità nella programmazione, recenti valutazioni opportunistiche, carenze di lealtà e di correttezza professionale, auguro lunga vita al TaorminaFilmFest: le produzioni e gli autori delle edizioni passano, il Festival resta.