Candelora e giornata delle suore e dei religiosi

Quaranta giorni dopo il Natale, la festa della Presentazione del Signore al Tempio, chiude le celebrazioni natalizie e apre il cammino verso la Pasqua di Resurrezione. E’ il 2 febbraio, la “candelora”, il nome popolare con cui è indicata e conosciuta questa festa, probabilmente, spiega Vaticannews – per l’usanza di benedire candele durante la celebrazione. Il simbolo della luce è facilmente spiegato: Cristo è “luce per illuminare le genti” Con le candele benedette il 2 febbraio, spesso, il giorno dopo, si compie il rito di benedizione della gola della festa di San Biagio, che ricorre, appunto, il 3 febbraio.

Da 25 anni, per volere di san Giovanni Paolo II, questa giornata è dedicata alla vita consacrata.

“Pensiamo a quanta dell’arte e della cultura del nostro territorio é frutto della presenza della vita religiosa nelle nostre città – dice il vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli – Gesuiti nel passato, carmelitani e francescani, vecchi e nuovi carismi oggi, con “note”🎼 diverse, lavorano silenziosamente al servizio di giovani e anziani, dei poveri e delle comunità. Conosciamo i vescovi, i parroci, spesso invece i religiosi e le religiose hanno meno visibilità, eppure sono impegnati al servizio del territorio in vari campi, dall’educazione alla cura dei più poveri, dagli anziani alla diffusione del Vangelo. Abbiamo pensato di fare conoscere il volto di alcuni di loro attraverso un breve video che oggi diffonderemo attraverso i nostri canali social. Una piccola provocazione con cui vogliamo dire a tutti: e tu, con la tua vita, quale nota di servizio ‘suoni’ nel nostro territorio?”

Questa mattina il vescovo ha celebrato la Santa Messa presso il Monastero della monache clarisse ad Erice mentre nel pomeriggio si riunirà con una rappresentanza dei religiosi e delle religiose della Diocesi per una concelebrazione eucaristica presso la Chiesa di San Francesco d’Assisi a Trapani alle ore 17.30. Ieri nel pomeriggio si è tenuto un incontro on-line sul tema “ i volti della speranza nella vita consacrata” guidato da padre Vincenzo Seidita, religioso francescano conventuale e direttore dell’ufficio diocesano per la vita consacrata.