Marsala. Buoni pasto in più, Corte Conti condanna dirigente Tribunale

L’ex dirigente amministrativo della Procura di Marsala e del Tribunale di Trapani, Antonella La Monica, 49 anni, palermitana,è stata condannata dalla Corte dei Conti a risarcire il ministero della Giustizia 1064 euro per 152 “buoni pasto”, chiesti tra il 2014 e il 2015, che, per l’accusa, sarebbero stati ottenuti, in entrambe le sedi, senza averne diritto. I buoni pasto, infatti, spettano a coloro che rimangono al lavoro almeno per nove ore (sei più tre di straordinario) al giorno.

Ma dall’analisi dei tabulati telefonici (indagini svolte da Procura di Marsala attraverso la sua sezione di pg della Guardia di finanza) è emerso che nei giorni e negli orari in cui la dirigente attestava di essere in ufficio, in realtà, era altrove. Spesso a Palermo, dove abita.

Inoltre, dalle testimonianze di diversi impiegati della Procura, si è scoperto che spesso arrivava in ufficio tra le 9.30 e le 10 e andava via intorno alle 13. A fronte di ciò, dopo aver preso possesso del suo ufficio a Marsala, La Monica, nell’ambito dei provvedimenti adottati per la “spending review”, dispose per i dipendenti della Procura orari di lavoro che, di fatto, impedivano agli stessi di usufruire dei buoni pasto. Il 21 aprile 2016, Antonella La Monica fu condannata dal gup di Marsala Francesco Parrinello a dieci mesi e 22 giorni di reclusione per truffa allo Stato. La sentenza fu confermata dalla Corte d’appello di Palermo il 12 luglio 2019. Adesso, si attende l’esito del ricorso in Cassazione. Nel dicembre 2015, già prima della sentenza di primo grado, il ministero della Giustizia dispose il licenziamento della funzionaria.