Napoletano: “Siamo finiti su un altro pianeta,finché siamo in tempo si fermino il teatrino della politica e il talk della vergogna”

Un Paese senza sovranità nella gestione strutturale del suo debito pubblico (2.600 miliardi) non può stare senza un governo in una situazione di difficoltà estrema. Dall’anno prossimo il rapporto debito/Pil del Paese dovrà scendere e avrà bisogno di un buon avanzo primario, ma soprattutto avrà bisogno di una crescita vera, effettiva, del Paese che ha il suo grande bacino potenziale nel Mezzogiorno e nella ritrovata leadership sul Mediterraneo. Se anche questa volta l’Italia arriverà impreparata all’appuntamento con il denominatore della crescita, ci arrotoleremo in una crisi verticale irrecuperabile. E tutti si ricorderanno della vergogna di quegli orchestrali del talk televisivo italiano che cantavano e ballavano le musiche dei loro amichetti sulla tolda del Titanic Italia

di Roberto Napoletano, Direttore del Quotidiano del Sud – l’Altravoce dell’Italia

Un Paese senza sovranità nella gestione strutturale del suo debito pubblico (2.600 miliardi) non può stare senza un governo in una situazione di difficoltà estrema. In Portogallo, dove ha votato il 39,5% della popolazione, le elezioni politiche hanno portato un incremento significativo della curva pandemica e per l’Italia le previsioni primaverili del comitato tecnico scientifico della sanità sono preoccupanti con alcune varianti come quella inglese che non vanno sottovalutate. C’è un piano vaccini delicatissimo da gestire perché i vaccini sono molto meno di quelli che servono e non si è ancora capito bene da chi acquistarli. Per l’economia siamo nella stessa situazione cumulata delle due Grandi Crisi del 2008/09 e del 2011/12 con la doppia recessione e la deflazione, ma messi strutturalmente un po’ peggio per una serie di ragioni che attengono a colpe nostre ventennali e alla gravità della crisi pandemica e del nuovo ’29 mondiale.