Economia. D’Aguanno (MDR): “Auspico vaccinazioni veloci e apertura di tutto il comparto del turismo e della ristorazione”

Abbiamo incontrato Massimo D’Aguanno, titolare della MDR, azienda attiva da anni nel mondo dell’enologia ma anche protagonista del mondo dello sport.  Con lui abbiamo voluto riflettere sulla situazione attuale nei due settori, messi a dura prova in questo difficile anno, per capire come sta andando.

D’Aguanno, ad un anno dall’inizio della pandemia, con tutto quello che ne è derivato anche per il mondo del vino, com’è la situazione nel settore enologico?

Bisogna sempre guardare al futuro con ottimismo sperando che questo momento di difficoltà venga superato al più presto. Tutto dipenderà anche da come andrà la campagna di vaccinazione in Italia: prima completiamo la somministrazione dei vaccini e prima tornerà la serenità in tutti i comparti, compreso quello enologico. Le difficoltà legate alla pandemia e quelle economiche che si sono venute a creare hanno inciso sui mercati e sugli acquisti colpendo maggiormente ciò che non era di primaria importanza.

Il vino, dopo la prima fase di lockdown, ha tenuto grazie alla grande distribuzione che ha tamponato le perdite dell’Ho.re.ca.  (ristoranti, catering, etc). Ma ora il trend è cambiato: anche le vendite nelle grande distribuzione sono rallentate,  c’è chi ha contratti sospesi o chi ha rallentato le forniture anche ai clienti storici. Non possiamo nascondere che le cantine stanno faticando.

Soprattutto le piccole aziende….

La piccola azienda è quella che soffre di più. Questo accade in tutte le Regioni.  Le aziende con uno o due milioni di bottiglie che lavorano prevalentemente con la ristorazione  sono quasi ferme. Le grandi strutture e le cooperative sociali riescono a tamponare sfruttando il fatto di avere un ventaglio d’offerta maggiore ma anche loro hanno avuto una decurtazione di fatturato molto importante. Le aziende oggi sono internazionalizzate. Negli ultimi anni hanno portato avanti progetti di espansione in tutto il mondo e, di conseguenza, in questo momento subiscono i riflessi delle chiusure avvenute anche negli altri Paesi.

A suo avviso, il cambio di governo è stato positivo o negativo per l’imprenditoria italiana?

Ho l’impressione che il precedente governo puntasse più ai sussidi e all’assistenzialismo che al potenziamento delle attività produttive e del mondo del lavoro. Credo che Draghi non può oggi sottovalutare questo aspetto. Immagino che, pur nel rispetto delle fasce più deboli della popolazione, punterà a dare linfa alle attività produttive che sono la spina dorsale dell’economia italiana. L’anno scorso 300mila partite iva hanno chiuso i battenti: si tratta di un gettito fiscale importante per il Paese che ha bisogno delle risorse per sostenere il pubblico e i costi dei servizi.

Lei è anche un rappresentante delle Federazione Arbitri. Dal suo punto di vista, il settore calcistico come sta vivendo questo momento?

Il settore calcistico ha cercato di tenere in vita la passione e l’entusiasmo degli italiani soprattutto attraverso i mezzi televisivi. Le Lege stanno  portando avanti progetti importanti cercando di fare arrivare il calcio nelle case degli italiani. Il campionato senza pubblico ovviamente è anomalo ma bisogna ricordare che attorno al calcio ruotano anche tanti professionisti e operatori che hanno potuto così mantenere il proprio posto di lavoro.

Personalmente, in quanto delegato Lega, mi occupo del controllo settimanale degli stadi dove gioca la Lega Pro: gli impianti, gli spogliatoi, il rispetto delle regole. Il rapporto con le società è molto collaborativo e ciò mi permette di portare avanti una passione che dopo tanti anni è sempre viva.

Ringraziamo Massimo D’Aguanno, con la speranza e l’augurio che tutto possa presto tornare come prima e perchè no…meglio di prima

Siamo fiduciosi. Se teniamo duro, ce la faremo. Noi italiani abbiamo la forza per superare anche i momenti più difficili, compreso questo.