Minardo (Lega): Ristori e cassa integrazione per le categorie dimenticate

Premetto che il “gioco” quando si trasforma in ludopatia o in estremo azzardo è uno dei fenomeni più odiosi che esistano. Ma c’è anche un “gioco” leggero, sereno e per certi versi gradevole se rimane confinato nei giusti limiti. E questo gioco smuove un’economia legale non indifferente fatta di imprenditori, gestori e onestissimi lavoratori. Tutti completamente dimenticati, accantonati tanto dai provvedimenti di ristoro dell’ultimo anno quanto dal dibattito pubblico. Migliaia di titolari, gestori e dipendenti delle sale slot/giochi SNAI autorizzate dalla Questura e dai da Monopoli di Stato rimaste chiuse per mesi (e ancora oggi con le saracinesche abbassate), comunque costretti a versare decine di migliaia di euro per tasse, spese correnti e affitti e che hanno ricevuto in ristori circa un decimo di quanto sborsato nell’ultimo anno. Il particolare più odioso è che parecchi dipendenti attendano la cassa integrazione dal giugno 2020, sono passati 8 mesi, una vergogna. La chiusura ha anche alimentato il gioco clandestino e illegale gestito dalla mafia da un lato, i guadagni enormi dei pochi che possiedono le grandi piattaforme on line dall’altro. Negli ultimi giorni ho ricevuto molte segnalazioni, da ogni capo della Sicilia, in alcune, purtroppo, ho percepito anche tratti di disperazione individuale perché c’è gente che non ha nemmeno di che fare la spesa. Credo tutti dobbiamo assumerci la responsabilità di portare nel dibattito politico pubblico anche questo problema e risolverlo al più presto. Ristori dignitosi e cassa integrazione immediatamente e poi un piano che, in sicurezza sanitaria e pur con limitazioni, consenta la riapertura anche a questa categoria. La Lega, tra l’altro, non ha firmato cambiali in bianco ma pretende dal nuovo governo un nuovo slancio nel risolvere le situazioni peggiori e “dimenticate”: le sale giochi (quelle autorizzate e dove lavorano imprenditori e dipendenti onesti che devono fare campare le loro famiglie) sono una priorità. Il mio gruppo parlamentare alla Camera è già stato coinvolto, lo stesso in Senato e lo stesso faranno i deputati della Lega all’Ars. Da lunedì cercheremo e troveremo una soluzione.