Consorzi di bonifica: chiesta l’accellerazione della riforma

Si avvicina la stagione più calda e si ripropongono all’attenzione degli addetti le difficoltà della campagna irrigua, delle condotte irrigue e della gestione dell’acqua a fronte di un’irrigazione che dovrebbe essere sempre più mirata e più confacente ai cambiamenti climatici in atto.

Di questo si è parlato nel corso di un webinar a cui hanno preso parte il commissario del Consorzio di Bonifica Sicilia Orientale, Francesco Nicodemo, il direttore Generale dell’Università di Catania Giovanni La Via, l’assessore regionale all’Agricoltura, Toni Scilla e Giuseppe Di Silvestro, presidente della Cia Sicilia orientale.

E’ stato proprio Di Silvestro ad evidenziare  come ancora oggi gli agricoltori si trovino a fare i conti con “questioni irrisolte da un quarto di secolo” mentre avrebbero bisogno di reti di distribuzione efficienti e ben funzionanti che rispondano al fabbisogno agricolo.

Non è solo questione dell’imminente campagna irrigua, per cui la Cia ha chiesto al Commissario del Consorzio di Bonifica Sicilia Orientale un incontro specifico, ma di un problema che da tempo aspetta soluzione.

Nel 2019, il governo regionale presentò un progetto di riforma dei Consorzi di Bonifica che tuttavia è ancora fermo all’ARS.

La proposta prevede l’aumento della superficie irrigabile, l’ammodernamento delle condotte irrigue e il risanamento dei debiti attraverso l’intervento della Regione.

E sarebbe proprio quest’ultimo punto a rallentare l’iter burocratico: “Bisogna definire sul piano procedurale e giuridico come affrontare la gestione dell’immenso debito “ – ha riferito l’assessore all’Agricoltura Toni Scilla – La Regione dovrà farsi carico di una liquidazione scientifica, con accordi transattivi a lungo termine. Solo allora potrà riconsegnare i consorzi di bonifica liberi dai debiti agli agricoltori per poi essere gestiti con criteri manageriali. Il Governo ci mette la faccia e sulla riforma andrà avanti”.  

A tal proposito, la CIA ha chiesto all’assessore Scilla anche l’organizzazione di un tavolo regionale dove convocare tutti gli attori interessati a vario titolo in modo da concertare insieme il percorso più veloce e più efficace da intraprendere.

Un altro problema è quello che riguarda i ruoli: “Dal 2013-2018 i ruoli irrigui e ordinari non pagati è pari a 39 milioni di euro. Al netto dei furbi e di coloro che ritengono di subire un’ingiustizia, paga solo il 30% dell’utenza. Dal 2012 al 2018 il ruolo è aumentato del 141%. Da sempre invochiamo una verifica” – ha detto Catania.

Sul tema dei debiti è intervenuto anche il commissario Nicodemo il quale ha evidenziato come l’attuale contributo regionale non è sufficiente a pagare tutte le spese e che vi è un debito con il fornitore dell’energia elettrica di 17,5 milioni di euro.

Da ciò la richiesta alla Regione di un contributo straordinario. Nicomdemo ha anche fatto sapere che contemporaneamente si sta lavorando per l’efficientamento energetico attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili.

L’ex europarlamentare Giovanni La Via,  oggi direttore generale dell’Università di Catania, ha poi evidenziato le opportunità offerte dal PSR che mette a disposizione proprio dei fondi per l’ammodernamento delle infrastrutture.