Per gli amanti del thriller arriva il nuovo romanzo di Francesca Letizia Piccione

E’ notte ed una bellissima e misteriosa donna è alla guida di un’auto. I suoi vestiti sono intrisi di lacrime e sangue…

Perche? Cosa è accaduto? Dove la porterà tutto ciò? Lo potrete scoprire leggendo  “Le stanze segrete di Lia” , il nuovo e promettente romanzo di Francesca Letizia Piccione, da pochi giorni disponibile in versione e-book e, a breve, anche in versione cartacea.

Edito da I READ IT ed arrivato dopo il successo de “I segreti della casa di Via De Lorenzi”, questo secondo  romanzo di Francesca Letizia Piccione è già un successo avendo vinto, da inedito,  il Premio speciale alla Cultura nell’ambito della XIX edizione del Concorso Nazionale di poesia e narrativa Vittorio Alfieri di Asti.  

Una storia dunque che promette di tenere i lettori incollati alle pagine, un thriller psicologico dove i fantasmi del passato agitano l’anima, dove,  pagina dopo pagina, passione, dolore, paura ed amore dovranno fare i conti l’uno con l’altro per riuscire a dipanare le fila di una vita.

Francesca Letizia Piccione, la storia de “Le stanze segrete di Lia”  ruota intorno ad un passato che non è passato del tutto. Secondo te, è così anche nella vita reale?

Si, questo è uno dei significati che spero di  riuscire a trasmettere con il romanzo. Noi siamo il frutto del nostro passato, delle esperienze vissute, dei rapporti avuti con la persone della nostra famiglia, con coloro che hanno interagito con noi costruendo le vicende della nostra vita. Fino a che punto poi ci liberiamo di questo passato? Forse mai. La nostra personalità è frutto di tutto questo. Un ruolo fondamentale lo gioca il rapporto con la madre.

Infatti il libro è dedicato proprio alle madri…

Esatto. Inoltre il libro inizia con una citazione shakespeariana che ribadisce proprio il fatto che noi siamo il frutto del rapporto interpersonale che riusciamo a istaurare, fin da bambini, con nostra madre.

Cosa ha significato per te il premio alla cultura ricevuto nell’ambito del Concorso  Nazionale Vittorio Alfieri di Asti?

E’ un premio speciale offerto dall’assessorato di Asti. Non me lo aspettavo. E’ stata una grande sorpresa, molto emozionante. Mi è stato comunicato a settembre, quando il libro era ancora inedito, senza una parola di editing. Di questo ne sono orgogliosa.

“Le stanze segrete di Lia” arriva dopo il tuo romanzo d’esordio “I segreti della casa di Via De Lorenzi” che ha aveva ricevuto un notevole apprezzamento. Questo primo successo ha influito sul tuo approccio alla scrittura e sulla stesura del secondo libro?

No, sono due esperienze diverse.  Sono due opere che nascono da dentro e che sento di dover oggettivare su carta. Sono entrambi dei thriller. Questa volta però i fantasmi non popolano una casa ma le stanze dell’animo della protagonista. Se il primo era un noir-orror, questo è più un thriller psicologico che porta a scavare dentro. Entrambe però prendono spunto da storie vere.

E’ questa la tua fonte d’ispirazione?

Si, attingo molto dal reale, dalla vita che mi circonda. Mi piace ascoltare le persone e le loro vicende. A volte è come se scattasse una molla: attingo da un episodio e poi ne faccio una storia mia. La vita vera è il punto di partenza a cui poi mescolo ciò che viene dalla mia fantasia.

E’ evidente che il mondo del thriller ti attira…

Si, anche come lettrice.

Nel tuo primo romanzo c’è dentro molta Sicilia. E ne “Le stanze segrete di Lia”?

Il mio primo romanzo è siciliano al 100%. In esso, si nasconde anche Marsala, la mia città. Ci sono anche molte parti in dialetto. In questo secondo romanzo, la vicenda è ambientata in Sicilia occidentale tra Erice, Palermo, Santa Margherita Belice.

Quindi mantieni il legame con il tuo territorio d’origine?

Sempre.

La protagonista è ancora una volta una donna. E’ un caso?

In parte si, ma credo sia importante dar voce in maniera particolare al mondo femminile di cui, con orgoglio, faccio parte. Mi piace l’idea di farlo emergere. Lo vedo sempre un po’ maltrattato, calpestato. Le donne, in questa società, hanno bisogno di molta forza.

E l’amore che ruolo ha?

Di fondamentale importanza. In questo libro, c’è una storia d’amore bellissima ma viene trattato anche il tema dell’amore fra madre e figli.

L’amore è ciò che dà speranza?

L’amore deve essere il motore trascinante della vita, altrimenti è morte. Amore e morte, eros e thanatos, sono contrapposti in questo romanzo.

Cosa rappresenta per te la scrittura?

Mi ha sempre accompagnato, fin da giovanissima. La scrittura per me è catarsi, riesco a purificarmi, a distaccarmi dalla meschinità del presente. E’ un bisogno di non lasciare fuggire via i ricordi, il tempo che passa, le storie.

Stai già lavorando a qualcos’altro?

“Le stanze segrete di Lia” avrà un seguito ma, al momento, non posso dirvi molto…

La copertina de “Le stanze segrete di Lia” di Francesca Letizia Piccione