Porta Nuova, dopo le polemiche niente più tavolini e gazebo

La controversia innescatasi pochi giorni fa intorno a Piazza della Vittoria, a Marsala, circa la possibilità di usufruire o meno del suolo pubblico,  ha portato ad un intervento dei competenti uffici tecnici comunali e alla conseguenze eliminazione dei tavolini precedentemente collocati su spazio esterno da uno dei locali di ristorazione che si affacciano sulla piazza.

La vicenda era stata sollevata da Massimo Bellitteri e Giuseppe Spanò, titolare di MySisily, che, avendo ricevuto il diniego all’utilizzo del suolo pubblico da parte dell’amministrazione comunale (motivata con la spiegazione che sulla piazza insiste ancora un cantiere aperto) si erano stupiti del fatto che un locale adiacente avesse invece ottenuto l’autorizzazione a loro negata.

Dopo la bagarre tra i titolari delle rispettive attività, è arrivato l’intervento dell’amministrazione che, chiedendo di smontare lo spazio esterno allestito ha, di fatto, confermato l’impossibilità allo stato attuale di installare tavolini e gazebo nella piazza.

Si difende il titolare di Morsi & Sorsi che ha sempre sostenuto di essere in regola con tutto quanto necessario.  E proprio oggi Lillo Gesone, sulla sua pagina Facebook, spiega che il diniego è arrivato oltre 90 giorni dopo la presentazione della richiesta.

La motivazione è quella già espressa per il locale adiacente: sulla piazza insiste un cantiere aperto.

Ma la questione non si chiude qui. Perché su cosa si possa fare In Piazza della Vittoria e cosa ancora no, si continua a discutere.  Gesone infatti si chiede perché “domenica si è svolta una manifestazione sportiva” e perché “pochi giorni addietro, è stata concessa un’autorizzazione per un banchetto di propaganda politica”.

Di regola, effettivamente, dalle informazioni in nostro possesso, laddove non è stato dichiarato il fine lavori risulta ufficialmente un cantiere aperto: non si può pertanto concedere il suolo pubblico. Né l’istituto del silenzio assenso è applicabile all’autorizzazione di suolo pubblico.

Ma allora la domanda sorge spontanea: se c’è un cantiere aperto,  cosa di può fare?