Scuola: “si risolva il problema dei docenti fuori regione rimasti fuori dalla vaccinazione”

In favore di quei docenti e quei dirigenti scolastici, ma anche per quel personale scolastico ed universitario che al momento non possono essere vaccinati in alcune Regioni, perchè residenti in un altro territorio, il presidente del Sindacato Nazionale Orizzonte Docenti, Antonino Ballarino, rivolge un appello al Ministro all’Istruzione, ma anche anche ai Ministri alla Salute e agli Affari regionali, affinchè “si proceda alla loro vaccinazione, visto che lavorano fuori dalla propria Regione di residenza, in assegnazione provvisoria, esponendoli a un possibile rischio di contagio, solo perché al momento non possono essere vaccinare sul posto”. La questione al momento sembra essere senza soluzione, ma il Sindacato Nazionale Orizzonte Docenti ha deciso di tenere accesi i propri riflettori “perchè –così come afferma il presidente Antonino Ballarino– questa questione non va assolutamente trascurata, anzi va risolta e al più presto, a tutela della salute dei docenti interessati e della popolazione scolastica dove essi lavorano. Sappiamo che le regioni hanno già chiesto al Governo di poter intervenire su questo tema, chiedendo di potere garantire la vaccinazione ai docenti e al personale tecnico ‘fuori sede’, indipendentemente dalla Regione in cui prestano attualmente servizio. Perchè non ha senso che in una stessa scuola di una qualsiasi Regione possa esserci un docente residente vaccinato e un docente ‘non residente’ non vaccinato! Ecco che il SINOD –aggiunge il presidente di Orizzonte Docenti– chiede maggiore organizzazione e chiarezza su tale situazione che sta determinando problemi e scoramenti a tutto quel personale scolastico, docenti compresi, che si trovano in assegnazione provvisoria in altre regioni d’Italia, diverse da quella in cui risiedono e che vorrebbero vaccinarsi e vanno vaccinati, senza se e senza ma. A ciò si aggiunge il fatto che i docenti (dovendo rientrare nella propria città di residenza, dalle sedi in cui stanno svolgendo servizio) devono farsi carico di pagarsi il viaggio di andata per vaccinarsi a casa propria e di ritorno per tornare indietro e  riprendere poi servizio nella regione o nella provincia da cui ci si è dovuti allontanare per diversi giorni. Per non parlare che i supplenti devono ovviare all’interruzione del servizio, fruendo di permessi ‘non retribuiti’, che viene interrotta la continuità delle lezioni della scuola dove prestano servizio e che si costringe il dirigente scolastico ad affidare la loro supplenza a un altro docente, con un aggravio di spese, in attesa del rientro del precedente allontanatosi per andarsi a vaccinare. Per cui, io mi chiedo e chiedo: ma non si fa prima a vaccinarli dove sono stati chiamare ad insegnare, evitando il rischio concreto di compromettere ancora di più il regolare funzionamento dell’attività didattica, dato che la vaccinazione nel mondo della scuola è stata programmata per garantire non solo la salute di studenti e di docenti, ma anche la continuità delle lezioni in presenza? Quindi -conclude il presidente nazionale di Orizzonte Docenti, Antonino Ballarino– speriamo che dopo quanto segnalato la scorsa settimana dal sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Rossano Sasso, al Ministero dell’Istruzione e al Ministro della Salute, venga finalmente risolto il problema dei docenti che insegnano in regioni diverse da quelle in cui sono residenti e che ad oggi sono rimasti fuori dalle vaccinazioni”.