Marsala. Don Fiorino: l’antimafia deve essere quotidiana e fattiva, per onorare “le vittime innocenti di mafia”

Ricordare le vittime innocenti della mafia è giusto e doveroso, ma non possiamo ridurre la loro memoria e l’impegno civile che ne dovrebbe derivare a qualche manifestazione ed a qualche discorso. Ricordiamoci che la mafia è innanzitutto «fare ‘picciuli’-soldi» in ogni modo, sfruttando, intimidendo e facendo violenza. L’arricchimento rapido e illecito e il dominare sulle vite degli altri sono le due caratteristiche fondamentali. Oltre l’organizzazione mafiosa c’è da contrastare la mentalità mafiosa che è più diffusa e intrigante.  Vivere per avere un conto in banca sempre più sostanzioso utilizzando ogni mezzo e per avere potere (carrierismo e uso del potere per i propri interessi individuali e familiari) sono i “segnali” più evidenti di mafiosità. Più di qualcuno ha pure utilizzato “l’antimafia” per carriere professionali, per acquisire “posti” nelle pubbliche amministrazioni, per “visibilità” e profitti di ogni genere. Se vogliamo davvero “onorare” le vittime innocenti della mafia e se vogliamo meglio impegnarci – come tanti di loro ci hanno insegnato – a costruire una società più giusta e solidale dobbiamo sviluppare quattro direttive principali: – non lasciare le istituzioni pubbliche – a cominciare dagli enti locali – ad “affaristi”, incompetenti  e “professionisti del clientelismo elettorale” che si preoccupano principalmente delle loro “tasche” e della conservazione del potere.

– utilizzare i beni confiscati alla mafia per lo sviluppo socio-economico e culturale dei nostri territori. È scandaloso vedere come nei nostri Comuni la stragrande maggioranza dei beni è abbandonato all’incuria e alla non valorizzazione.

– formare costantemente e creativamente le nuove generazioni ad uno stile di vita improntato ai valori della solidarietà, della sobrietà, della giustizia e della fraternità universale.

– sostenere tutti coloro – giovani,  educatori, magistrati, imprenditori, politici, funzionari dello Stato Comunità,  forze dell’ordine,  – che quotidianamente lottano e s’impegnano a liberarci dai “tentacoli” distruttivi e disumani della mafia: corruzione, spreco di risorse pubbliche, inquinamento, spaccio di sostanze stupefacenti, violenza omicida, minacce, ecc.

Come cittadino riconoscente per chi ha contrastato la mafia nel nostro Paese e come  credente in Dio giusto e misericordioso, faccio appello a tutti per  unire le energie intellettuali e spirituali perché possiamo abitare nelle nostre città con serenità e come costruttori di amicizia sociale.