Parchi eolici off shore.PD Trapani: “favorevoli a transizione ecologica,ma nutriamo qualche perplessità”

Il Partito Democratico, da sempre attento al tema della difesa ambientale e paesaggistica e al tema della transazione ecologica, non può oggi esimersi dal prendere una chiara posizione politica circa le richieste di concessione demaniali marittime avanzate dalla “Copenaghen Off Shore” per la realizzazione di un impianto eolico, con 25 pali galleggianti da 10 megawatt, ubicato ad una distanza di oltre 35 km da Marsala e altrettanti dalle Isole Egadi in direzione della Tunisia e dalla “Renexia s.p.a.” per la realizzazione di un parco eolico off shore al largo delle Isole Egadi, con 190 turbine che verranno collocate con un cavidotto sottomarino fino al punto di giunzione antistante le coste di Termine Imerese.

Ribadendo la necessità di attuare una piena transazione ecologica che, anche con i parchi eolici, permetta di arrivare ad una vera decarbonizzazione del nostro paese, non possiamo non manifestare alcune perplessità legate ai progetti presentati dalla “Copenaghen Off Shore” e da “Renexia s.p.a.”, perplessità legate alle enormi dimensioni dei due impianti che, come nel caso specifico del progetto della “Renexia s.p.a.” al largo delle Isole Egadi, non porterà alcun giovamento alla Sicilia in quanto attraverso un lungo cavidotto sottomarino si intende servire la Regione Campania, per cui nelle Isole Egadi per esempio si continuerebbe a produrre energia elettrica con fonti fossili classiche.

Sempre a causa delle enormi dimensioni delle aree richieste in concessione sarà inevitabile lo spostamento del traffico marittimo in stretti corridoi molto vicini alle coste della Sicilia e quindi, nel caso specifico delle Isole Egadi, nelle immediate vicinanze dell’Area Marina Protetta. Inevitabile inoltre la sottrazione di aree di notevoli dimensioni all’attività della pesca, settore fondamentale e strategico per l’economica siciliana. Altrettanto inevitabili saranno le influenze negative che subiranno le rotte migratorie che interessano le aree richieste in concessione, influenze negative dovute anche ad un forte impatto acustico.

Per quanto sopra, pur riconoscendo che alcune criticità tecniche rispetto al passato ed ai parchi eolici tradizionali vengono superate grazie all’utilizzo di moderne tecnologie, consapevoli che i progetti insistono in aree di estrema delicatezza ambientale e importanza strategica internazionale per la presenza di rotte migratorie, in questa fase è opportuno procedere al rilascio delle concessioni demaniali solo dopo un adeguato e approfondito studio di Valutazione d’Incidenza Ambientale dei progetti.

Appare importante rafforzare inoltre il principio che l’energia prodotta da questi parchi eolici si trasformi in facilitazioni e agevolazioni per i cittadini residenti nei territori più prossimi ai parchi, in modo tale da legare i legittimi benefici economici degli investitori ad una ricaduta favorevole sui territori, per esempio con una riduzione della bolletta elettrica per i cittadini.

In linea generale infine è auspicabile che le isole minori italiane rientrino in un piano nazionale di transizione ecologica con riconversione industriale delle attuali centrali elettriche a fonti fossili, riconversione che dovrà interessare anche gli impianti di desalinizzazione dell’acqua presenti nelle isole.