Covid, giovane migrante positivo alla “variante nigeriana” si allontana dal cpa: Lega, necessario un cambio di passo

Il primo caso di “variante nigeriana” del covid-19 individuato in Sicilia, a Messina, su un minore di 16 anni originario della Guinea non deve creare allarmismo o panico ma deve far preoccupare, riflettere e agire subito e con determinazione. Perché è la dinamica dei fatti che non va assolutamente bene. Il ragazzo si è allontanato assieme a un coetaneo dal centro di accoglienza di Pozzallo fino ad arrivare a Messina e qui è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive del Policlinico. Ancora oggi extracomunitari sbarcati in Sicilia scappano dai centri di accoglienza e vanno liberamente in giro, in questo caso con l’aggravante di essere positivi al coronavirus e uno dei due positivo ad una variante, la “nigeriana”, che alcuni medici ipotizzano possa essere “insensibile al vaccino”. Male, anzi malissimo!

Ho già depositato un’interrogazione in Parlamento e da ieri mattina sono in contatto diretto con il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni. Se l’obiettivo del nuovo governo nazionale e di tutti è di uscire dalla pandemia entro l’estate o quantomeno di avere in Italia condizioni sanitarie, economiche e sociali non più di emergenza, timore e sofferenza è chiaro che tra le tante cose da fare è prioritario che il fenomeno degli sbarchi debba essere arginato. Adesso è indispensabile un cambio di passo e una nuova politica di gestione del fenomeno migratorio così come ha più volte dichiarato il nostro leader, Matteo Salvini.