Granaio Italia, pronta la bozza. Previsto un confronto di filiera

Prosegue al Mipaaf il lavoro per dare il via a “Granaio Italia”, il sistema di tracciamento della filiera del grano che è stato istituito attraverso la recente Legge di Bilancio. Sarebbe infatti pronta la bozza del decreto ministeriale che permetterà di procedere all’effettiva applicazione. Granaio Italia andrà così ad affiancare sistemi che sono già attivi, con le medesime finalità di tutela e valorizzazione del prodotto italiano, per comparti importanti come olio e vino.

Granaio Italia permetterà di tracciare lo spostamento di tutte le categorie di cereali in Italia in tutti i diversi passaggi della filiera, sia che si tratti di prodotti nazionali che importanti: oltre le 5 tonnellate annue, lo scarico e il carico di cereali e farine o la loro trasformazione  dovrà essere comunicata in un apposito registro telematico istituito sul Sian, il portale del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Ma prima di procedere alla realizzazione di tutto ciò si passerà da un confronto con i rappresentanti della filiera con l’obiettivo di  adottare soluzioni condivise e semplificare quanto possibile le procedure previste dalla norma.

Ad annunciarlo è stato il Gruppo M5S dopo un question time tenutosi in Commissione Agricoltura alla Camera.

“Siamo soddisfatti del lavoro portato avanti dal ministro Patuanelli, fondamentale per valorizzare le produzioni agricole e alimentari nazionali attraverso strategie di necessaria resilienza, come il periodo di pandemia ci sta insegnando – dichiara il deputato Luciano Cillis (M5S), primo firmatario dell’emendamento che ha portato all’istituzione di Granaio Italia, che aveva presentato un ordine del giorno al Governo chiedendo proprio una condivisione con gli operatori del comparto cerealicolo per definire le modalità di attuazione e un periodo di sperimentazione per verificare eventuali criticità.

“Sosterremo il lavoro del ministro Patuanelli – aggiunge Cillis – fino al raggiungimento pieno di un risultato che servirà al settore per attuare le necessarie politiche di filiera a supporto”.

L’istituzione di Granaio Italia non è stata accolta positivamente da tutti. Qualche tempo fa delle perplessità erano state espresse da Confagricoltura, sia per la paura di un eccessiva burocratizzazione del processo che per la soglia delle 5 tonnellate annue che fanno scattare l’obbligo della registrazione.

Preoccupate anche le associazioni che rappresentano le industrie della trasformazione e del commercio che, lamentando un mancato coinvolgimento, avevano chiesto delle modifiche soprattutto verso una maggiore semplificazione.