Intervista al Dirigente Scolastico dell’ I.C. Navarra di Alcamo, Giacomo Raspanti

Sempre più spesso sentiamo dire che, specialmente in un momento difficile come quello attuale, vi è l’esigenza di ripartire dalla scuola e proprio per questo vogliamo riportare le parole del Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Nino Navarra di Alcamo, Professor Giacomo Raspanti. Questa breve intervista, condotta dall’alunna Sara Buturo, testimonia il lavoro continuo e difficile che ogni giorno affronta chi ha la responsabilità di mandare avanti non soltanto una scuola ma un vero e proprio diritto, quello allo studio. La passione, le idee e la tenacia del D.S. Raspanti dimostrano che affrontare una crisi non deve mai voler dire distogliere lo sguardo dal futuro: l’istruzione non si ferma e l’I.C. Navarra di Alcamo lo sta dimostrando.

Per lei essere Dirigente è un traguardo per la sua carriera oppure aspira a ricoprire
una carica più prestigiosa?
Per me il traguardo e il futuro sono una sola cosa, cioè servire al meglio gli alunni, ma più che
di traguardo parlerei di obiettivo.”

Si trova bene con i suoi colleghi?
“Benissimo.”
Leggendo il suo curriculum ho notato che ha svolto attività di dirigenza scolastica
presso istituti primari e oggi presso un istituto secondario di primo grado. A tal
proposito vorrei chiederLe se è più complesso dirigere un’istituzione scolastica primaria
o secondaria di primo grado?

“Uguale, i problemi sono ovunque. Quando i problemi si vogliono affrontare non c’è differenza, è
la persona che decide se risolverli o scappare.”

Le piacerebbe dirigere una scuola più innovativa, utilizzando altre piattaforme oltre
ai computers e alle lim?

“A me piacerebbe una scuola in cui le novità diventano un’occasione grazie alla quale gli alunni
ed i docenti crescono insieme. Invece, non mi piace il dominio della tecnologia sulla società; sono
l’uomo e l’intelligenza a dover avere il dominio della tecnica; comunque bisogna anche saper
utilizzare la tecnologia per rendere migliore l’ambiente e non per distruggerlo.”
Che ne pensa dell’ipotesi del Governo di lasciare le porte della scuola aperte anche
in estate agli studenti che devono recuperare?

“In questa nostra scuola sarebbe difficile, soprattutto perché questo istituto, per fortuna, finora
ha lavorato in presenza per quasi tutto l’anno scolastico e vorrei quindi che gli studenti, dopo
un anno di scuola in presenza, potessero rilassarsi e godersi l’estate. Per gli studenti che
devono recuperare si è fatto tanto in presenza e si potrà fare quel che serve anche in estate,
se sarà necessario”
Quali progetti vorrebbe attivare in futuro per il nostro istituto?
“Non è facile progettare il futuro oggi, soprattutto per la pandemia, ma vorrei che si attivassero
corsi ed attività per lo sport, l’arte e la musica. Per quest’ultima, abbiamo il Corso Indirizzo
Musicale, ma oltre a questo desidererei che come musica si trattassero i generi trap, rap, rock…”
Ha qualche idea innovativa per l’open-day del prossimo anno scolastico?
“Vorrei sforzarmi per far capire ai genitori che in questo istituto gli insegnanti sono tutti molto
preparati, ma non è semplice. Ci riusciremo”
Secondo Lei sarebbe utile realizzare un corso per imparare il tedesco, visto che la Germania
è considerata la prima potenza europea ed il tedesco è la seconda lingua parlata in
Europa?
“Sarebbe utile imparare il tedesco, il francese, ma occorrono risorse che le scuole medie
in generale non hanno ed inoltre non si potrebbe imparare il tedesco in venti ore, mentre sarebbe
utile avere un corso di latino con più ore per le seconde e le terze medie.”
Il lavoro del Dirigente è complesso già di per sé, ma vista l’emergenza Covid-19, quali
sono i momenti più difficili che affronta quotidianamente?

“Quando vengo informato che qualcuno è positivo al Covid.”
Restando sul tema Covid-19, come pensa di superare il problema degli assembramenti?
“Chiedendo a tutti di rispettare le regole, perché dentro la scuola tutti devono dare l’esempio,
soprattutto se adulti ed educatori.”
Analizzando i lati positivi e negativi, lei è favorevole alla DiD?

“Io sono favorevole alle lezioni in presenza e sono contrario alla DiD.”
E invece cosa ne pensa dell’homeschooling?
“Penso che sia una sconfitta dello Stato e del sistema istruzione, perché evidentemente la
scuola non ha saputo ispirare sufficiente fiducia ai genitori sulle misure di sicurezza adottate.”

Ha pensato ad un modo alternativo per i viaggi d’istruzione rispettando le
norme anti-covid?
“No, non ci sono modi alternativi, a causa dei divieti di spostamenti sul territorio. Mi dispiace,
perché è persino difficile organizzare uscite all’interno di Alcamo a causa della mancanza,
talvolta, dell’autodisciplina degli alunni che non sempre riescono a mantenere un ampio
distanziamento fisico quando ci si muove negli spazi liberi.”

Da dirigente e da adulto, che consiglio può darci per il nostro futuro sia dal punto di vista
di studenti sia per la crescita personale?

Vi posso dare più di un consiglio. Il primo è quello di non consentire che la vostra vita quotidiana
sia dominata dai dispositivi elettronici. Il secondo è di non avere paura del futuro e di intrecciare
tante relazioni umane ed amicali. Il terzo è di avere un buon rapporto con i genitori che
comprende rimproveri, sincerità e tanti momenti vissuti in comune, belli e brutti.”

Sara Buturo